Una mostra su Vulci apre il ciclo della Fondazione Rovati sulle metropoli etrusche

MILANO, 29 FEBBRAIO – Dal 20 marzo al 4 agosto 2024, la Fondazione Luigi Rovati apre le porte al fascino delle antiche metropoli etrusche con la mostra “Vulci. Produrre per gli uomini. Produrre per gli dèi”, presso la sede del Museo in Corso Venezia 52, a Milano. Questo evento inaugura il ciclo di mostre “Metropoli etrusche”, un progetto ambizioso che mira a svelare i molteplici volti delle città etrusche, ponendo l’accento su un approfondimento tematico per ciascuna di esse.

"Vulci: Work in Progress", Secondo incontro internazionale
Vulci, il decumano

Vulci, una delle città più ricche e dinamiche della Dodecapoli etrusca, viene messa sotto i riflettori per la sua importanza strategica nelle rotte commerciali che collegavano l’Etruria alla Grecia e al vasto mare Mediterraneo. Il fulcro della mostra è la produzione artigianale, esplorando come le importazioni dal Mediterraneo orientale abbiano influenzato le botteghe locali e modellato la cultura materiale della città.

Attraverso un percorso espositivo accuratamente curato, i visitatori avranno l’opportunità di immergersi nelle vicende storiche di Vulci, dalla sua nascita fino alla conquista romana nel 280 a.C.

Giuseppe Penone

L’esibizione non si limita solo a presentare reperti archeologici, ma intreccia sapientemente l’antico con il contemporaneo, grazie alle opere del celebre scultore torinese Giuseppe Penone, che arricchiscono il dialogo tra passato e presente, un tratto distintivo della Fondazione Rovati, presieduta da Giovanna Forlanelli.

La mostra esplora due filoni principali: la diversità delle produzioni artigianali, tra cui ceramiche, bronzi, sculture in pietra e terracotta; e il ruolo chiave di Vulci come snodo centrale della rete commerciale tra Etruria e Mediterraneo. Questi temi offrono una lente attraverso la quale approfondire l’origine, l’evoluzione storica della città, le sue dinamiche sociali interne e i suoi legami con il mondo mediterraneo.

“Vulci. Produrre per gli uomini. Produrre per gli dèi” vanta prestiti significativi da collezioni private e istituzioni pubbliche, presentando al pubblico reperti mai visti prima e manufatti di grande interesse, alcuni dei quali esposti nei Musei Vaticani e al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Vulci emerge non solo come un centro urbano di rilievo, ma come testimone della ricchezza e della complessità della civiltà etrusca, offrendo spunti di riflessione sull’interazione tra produzione per gli uomini e per gli dèi in un contesto di scambi culturali e commerciali che hanno attraversato i secoli. @etruscantimes

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