Vulci sotto i tuoi piedi: da Duke e ArcheoVerse la prima app per conoscere senza scavare

VULCI, 22 GIUGNO – Usa questa app su iPhone o Android per esplorare aree di Vulci nascoste sotto i tuoi piedi, sepolte dai millenni e rivelate solo dal radar che penetra il terreno. E’ Vulci The Hidden City, la prima applicazione del genere al mondo sviluppata con indagini non invasive, cioe’ senza scavare, grazie al lavoro scientifico di telerilevamento archeologico curato in molti anni dalla Duke University in collaborazione con la startup romana ArcheoVerse.

Clicca su qualsiasi struttura per ottenere ulteriori dettagli e sul pulsante info per sperimentare con gli strati e rivelare diverse vedute del panorama archeologico. L’app – spiega Maurizio Forte di Duke che a Vulci dirige lo scavo Vulci 3000 – e’ il risultato di anni di studio e ricerca iniziati pionieristicamente dall’ateneo americano nel 2014. Gia’ da allora l’utilizzo di droni multispettrali, indagini georadar e magnetometriche, associate anche alla revisione di foto aeree e mappe storiche aveva portato alla scoperta o ”riscoperta” del tessuto urbano etrusco e romano della citta’ di Vulci.

La parte scientifica di questo lavoro e’ gia’ stata ampiamente pubblicata in riviste “peer-review” di fama internazionale, mentre l’app e’ stata sviluppata appositamente per facilitare la visita al sito e al parco archeologico  grazie alla tesi di dottorato di uno studente americano, Antonio LoPiano, in collaborazione con ArcheoVerse.

La app (scaricabile gratuitamente) permette di visualizzare sotto i propri piedi lo spazio invisibile della citta’ ancora interrata, coniugando i monumenti visibili in superficie (solo il 5% dell’intero sito) con le strutture non scavate ancora “sotto i tuoi piedi”. In pratica il proprio smartphone diventa una specie di “lettore” in cui l’utente si riconosce con un pallino blu mentre si sposta in un affascinante percorso di riconoscimento dell’invisibile. I “vuoti” del paesaggio diventano “pieni” e si comprende la complessita’ di un sito e di un paesaggio che ha avuto oltre 1500 anni di vita urbana: “E’ uno straordinario esperimento di narrativa scientifica e spaziale mai tentato per il grande pubblico sino ad ora”, spiega Forte.

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