Isola Bisentina: una mostra alla Fondazione Rovati

MILANO, 27 MAGGIO – Isola Bisentina. Lago di Bolsena: si e’ aperta oggi al Padiglione d’Arte della Fondazione Rovati una mostra che, attraverso immagini, mappe e video, percorre la storia di questo luogo al centro del lago di Bolsena, un’oasi naturalistica che custodisce un patrimonio culturale nell’intreccio tra storia, antiche architetture, arte sacra e misteri. Riaperta al pubblico la scorsa estate dopo oltre quindici anni, l’Isola Bisentina è presentata negli spazi della Fondazione Luigi Rovati prima della nuova apertura del 20 giugno.

La Bisentina è l’isola più grande del lago di Bolsena che, situato nel Viterbese, è il lago di origine vulcanica più grande d’Europa, il quinto lago italiano per estensione. L’isola, prevalentemente pianeggiante, conserva numerose specie arboree e boschi con alberi secolari ed è dominata dal Monte Tabor, il cui nome richiama volutamente quello della collina di Galilea per la presenza di una cappella che conserva un affresco della Trasfigurazione. Frequentata dall’Età del Bronzo, è stata luogo di presenza etrusca – per la vicinanza al monte Bisenzio sul quale sorgeva una delle città della dodecapoli – come testimoniano diversi oggetti qui ritrovati e oggi conservati in musei e collezioni private, legati a cerimonie sacre. Abitata a partire dal IX secolo d.C. dalle popolazioni rivierasche che vi si rifugiavano per sfuggire alle incursioni dei Saraceni, dalla fine del XIV secolo l’isola entra a far parte del dominio della famiglia Farnese.

La mostra include anche la pietra di fondazione della chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo con inciso lo stemma cardinalizio del committente Alessandro Farnese.

Scavata nel monte Tabor, la celebre Malta dei Papi, un lungo cunicolo che conduce a una cavità circolare nella cui volta un condotto verticale di 30 metri sbocca nel bosco, è citata da Dante nel Paradiso come carcere perpetuo (canto IX, vv. 52-54). L’originaria funzione è forse quella di cisterna per la raccolta di acqua, ma si racconta che dal XIII secolo venisse usata come carcere per gli accusati di eresia. Aperta per la prima volta al pubblico, i suoi visitatori saranno accompagnati alla scoperta di questo luogo ancora misterioso, attraverso un percorso di acqua, fuoco, terra e aria.

In occasione della mostra, mercoledì 31 maggio alle ore 18, si terrà un incontro sulla storia dell’isola, il suo ecosistema naturale e il progetto di restauro e conservazione degli edifici storici con Sofia Elena Rovati, storica dell’arte e Direttore del progetto Isola Bisentina, Yuri Strozzieri, Funzionario responsabile dell’Area Patrimonio Architettonico per la  Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e Barbara Barbaro, Funzionaria responsabile per la medesima Soprintendenza. L’incontro è a ingresso libero previa prenotazione sul sito.

 

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