CAPANNORI, 15 APRILE – Tegole di un tetto crollato, contenitori e coperchi di una dispensa devastata, frammenti di anfore, il tutto immerso nel limo lasciato dall’esondazione: nel 2019 durante i lavori di archeologia preventiva per l’installazione di un gasdotto in località Frizzone sono emersi i resti di un’abitazione etrusca, probabilmente spazzata via da una antica alluvione dell’Auser.
Il risultato dello scavo è stato esposto dal 2 febbraio in una mostra, dal titolo ‘Cronaca Etrusca’, che chiude i battenti tra 15 giorni, presso il municipio di Capannori. 
Dallo scavo fino ai particolari del delicato restauro, la mostra, curata dalla Soprintendenza ABAP di Lucca e Massa Carrara in collaborazione con il Comune di Capannori, illustra non solo le fasi storiche dell’abitato, ma anche il metodo della ricerca e della ricostruzione dei reperti, invitando il visitatore a partecipare a quegli aspetti del lavoro archeologico che spesso restano in secondo piano nella condivisione con il pubblico.
Il sito del ritrovamento si trova ai margini dell’ex Lago di Sesto, nella piana che già in passato ha restituito numerose testimonianze di frequentazione etrusca – e non solo –, oggi tutelata per la sua valenza testimoniale e paesaggistica.
I reperti raccolti raccontano un momento drammatico nella vita quotidiana della famiglia che circa 2.600 anni fa si era installata in prossimità della grande strada in ciottoli e pietre, rinvenuta in questa stessa area nel 2004.
Dallo scavo fino ai particolari del delicato restauro, la mostra ‘Cronaca Etrusca’ ha voluto illustrare non solo le fasi storiche dell’abitato, ma anche il metodo della ricerca e della ricostruzione dei reperti.
Lo scavo, lo studio e il restauro dei reperti sono stati diretti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, con il funzionario archeologo Neva Chiarenza; la mostra è stata curata dalla Soprintendenza in collaborazione con Fabrizio Burchianti, Direttore del Museo Etrusco Guarnacci di Volterra, per la parte scientifica, e promossa in collaborazione con il Comune. Hanno inoltre partecipato al progetto le archeologhe Elisabetta Abela ed Elena Genovesi, la restauratrice Laura Benucci.
La mostra rimarrà aperta fino al 30 aprile, seguendo gli orari di apertura al pubblico del Municipio di Capannori (dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 19:00).


