Artimino, inaugurata la mostra sugli ‘Avori principeschi’ del tumulo di Montefortini

ROMA, 17 GIUGNO – E’ stata inaugurata al museo archeologico di Artimino la mostra sugli ‘Avori principeschi’: il nuovo restauro del corredo del tumulo etrusco di Montefortini.
Realizzata con la collaborazione tra Comune e Soprintendenza archeologica raccogliendo finanziamenti grazie ad un bando svizzero
Video Player, la mostra chiuderà il 3 novembre.

Il frutto del lungo lavoro di professionisti e archeologi che hanno ridato alla luce alcuni importanti corredi del tumulo consiste in circa diecimila frammenti ricomposti e consegnati al pubblico.

A curare il progetto l’archeologo della Soprintendenza archeologica delle arti e del paesaggio (Sabap) di Firenze, Pistoia e Prato Massimo Tarantini: ”Sono molto contento di aver coordinato questo progetto di restauro, che nasce nel 2021 e che ha messo insieme il Comune e la Sabap, con un importante sostegno finanziario dell’Ufficio federale della Cultura della Confederazione Svizzera e della Regione per la realizzazione dell’esposizione”.

L’esposizione propone oggetti in avorio, recentemente restaurati, del tumulo principesco di Montefortini a Comeana (Carmignano, Po), che si distinguono non solo per la loro preziosità intrinseca, per la profusione della materia prima utilizzata, ma soprattutto per la qualità dell’esecuzione, la varietà e l’originalità delle iconografie presenti, realizzati da maestri che disponevano di un ampio bagaglio culturale, detentori di strumenti e di tecnologie altamente specializzate, che prestavano la loro opera presso le corti dei principi etruschi.

Una parte di questi oggetti, restaurati tra la fine degli anni ’90 del XX secolo e i primi anni del XXI, è già esposta in una sezione del Museo Archeologico di Artimino. Un’altra parte significativa di questo straordinario complesso in questi ultimi due anni è stata oggetto dell’intervento di ricerca e restauro.

Al taglio del nastro, oltre alla direttrice del museo Maria Chiara Bettini anche il sindaco Edoardo Prestanti: ”Un lavoro di valorizzazione molto importante.- ha detto Prestanti- Il lavoro fatto per dare rilievo alle nostre radici e all’archeologia del nostro territorio fa un ulteriore passo in avanti”. Passo in avanti di cui si manifesta ”molto orgogliosa” l’assessore alla Cultura del Comune di Carmignano Maria Cristina Monni; da tempo, infatti, c’era la volontà di recuperare questi oggetti preziosi e di renderli di nuovo visibili al pubblico come spiega: ”La storia è sorprendente e ogni volta ci racconta e ci ripresenta storie nuove”.

Il progetto scientifico e la mostra sono stati curati dalla direttrice Bettini e dall’archeologo Tarantini, l’allestimento e il progetto grafico si devono invece all’architetto Alessandro Nocentini. Il restauro è stato realizzato da Laura Benucci e Agnese La Torrata per la ditta Atlante di Grosseto, con la consulenza amichevole di Franco Cecchi già restauratore capo Sabap-Fi, mentre il gruppo El.En. ha messo a disposizione un laser per alcuni interventi mirati.

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