ROMA, 21 DICEMBRE – La Sapienza Università di Roma arricchisce il proprio patrimonio culturale con l’inaugurazione di una nuova collezione archeologica presso il Palazzo del Rettorato. Composta da circa 500 reperti etruschi e italici, è frutto di una generosa donazione del professore emerito Nicola Basso, chirurgo di fama e appassionato collezionista, che ha deciso di condividere un patrimonio costruito con dedizione da due generazioni.
Un legame familiare con l’archeologia
La collezione nasce dalla passione del padre di Nicola Basso, Raffaele, anch’egli chirurgo e studioso autodidatta delle antiche terre di Daunia e dell’Etruria. Il figlio ha ereditato questa eredità culturale, arricchendola nel tempo e, infine, rendendola accessibile al pubblico attraverso questa donazione all’università.
La Rettrice Antonella Polimeni, tagliando il nastro e inaugurando la mostra venerdì 20 dicembre, ha espresso profonda gratitudine dell’univesrità. “L’atto di mecenatismo di Nicola Basso – ha detto – ci ricorda che la storia è un filo ininterrotto che lega le generazioni. Questo gesto rappresenta un dono autentico alla collettività, offrendo alla nostra comunità accademica un’opportunità unica per vivere gli spazi dell’Ateneo in modo ancora più significativo.”
Antiche Genti di Puglia: L’Esposizione Permanente
L’esposizione, intitolata Antiche Genti di Puglia, è stata curata da Laura M. Michetti e Alessandro Conti del Dipartimento di Scienze dell’Antichità, con il supporto di Claudia Carlucci del Polo Museale Sapienza. Il progetto ha coinvolto anche studenti e dottorandi di Etruscologia e antichità italiche, che si sono occupati della schedatura e della documentazione fotografica dei reperti, valorizzando le competenze acquisite presso il Museo delle Antichità etrusche e italiche dell’Ateneo.
Un Patrimonio di Arte e Storia
I reperti esposti della Collezione Basso rappresentano principalmente la cultura ceramica dell’antica Apulia durante il primo millennio a.C., un’epoca precedente alla conquista romana. Essi raccontano la vita e i riti funebri delle popolazioni della Daunia, dei Peuceti e dei Messapi, che interagirono con coloni greci e altri popoli italici.
Tra i pezzi più significativi si annoverano:
- Ceramiche daunie geometriche: prodotte tra il VII e il III secolo a.C., spesso decorate con motivi lineari o vegetali in bruno e rosso.
- Vasi a vernice nera: realizzati in botteghe locali come quelle di Metaponto e Taranto, spesso impreziositi da decorazioni sovrapposte in rosso.
- Ceramiche di Gnathia: tipiche del brindisino, decorate con motivi policromi.
- Ceramiche a figure rosse “a risparmio”: esempi raffinati di vasi italioti con decorazioni figurative, prodotti a partire dal V secolo a.C.
Un Museo Vivo e Accessibile
L’allestimento presso il Palazzo del Rettorato trasforma gli spazi universitari in una vera e propria galleria d’arte aperta al territorio. Questo progetto si aggiunge alle esposizioni permanenti e temporanee che, negli anni, hanno reso la Sapienza un polo culturale di grande vivacità.


