Etruschi e letteratura del Novecento: un incontro a Villa Giulia

ROMA, 3 APRILE – Di fronte alla Tomba dei Rilievi nella necropoli della Banditaccia, “io venivo tentando di figurarmi concretamente ciò che potesse significare per i tardi etruschi di Cerveteri, gli etruschi dei tempi posteriori alla conquista romana, la frequentazione assidua del loro cimitero suburbano”: questa riflessione dell’io-narrante apre il romanzo di Giorgio Bassani Il Giardino dei Finzi Contini, uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento.

Una gita domenicale fuori porta tra l’Aurelia e il Tirreno una volta finita la guerra offre lo spunto per riandare al passato. “Agli della mia prima giovinezza, e a Ferrara, e al cimitero ebraico posto in fondo a via Montebello” con la monumentale tomba della famiglia Finzi-Contini, scrive Bassani: “E mi si stringeva come non mai il cuore al pensiero che in quella tomba, istituita, sembrava, per garantire il riposo del suo primo committente – di lui, e della sua discendenza – uno solo fra tutti i Finzi-Contini che avevo conosciuto ed amato io, l’avesse poi ottenuto, questo riposo. Infatti non vi è stato sepolto che Alberto, il figlio maggiore, morto nel ’42 di un linfogranuloma. Mentre Micòl, la figlia secondogenita, e il padre professor Ermanno, e la madre signora Olga, e la signora Regina, la vecchissima madre paralitica della signora Olga, deportati tutti in Germania nell’autunno del ’43, chissà se hanno trovato una sepoltura qualsiasi”.

Alle prime pagine introduttive al romanzo di Bassani cosi’ come alla rilettura di Carlo Levi di Virgilio e Vico e’ dedicato l’appuntamento del 10 aprile al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: Etruschi Moderni offrira’ un insolito percorso guidati dalla voce degli scrittori del Novecento, che hanno immortalato nelle loro opere le testimonianze della cultura etrusca in un viaggio tra la materialità dei reperti antichi e l’immaterialità dei testi moderni che li hanno re-immaginati. Nella letteratura italiana del Novecento l’immagine dell’Italia antica e gli spazi della sua memoria (necropoli, siti archeologici, antiche città, rovine) sono infatti diventati spesso strumento di articolazione dei temi della perdita, del lutto, della sparizione, dell’estinzione, ma anche di rinascita e persistenza

La visita guidata “letteraria” e’ a cura di Antonietta Simonelli, Martina Piperno e Chiara Zampieri. La Simonelli è funzionaria archeologa del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Curatrice delle sezioni Umbria, Latium Vetus e Agro Falisco, Responsabile dell’Archivio documentale, disegni e fotografico, Responsabile della Biblioteca, Ufficio Catalogo e Inventario. Martina Piperno a sua volta è ricercatrice Rita Levi Montalcini presso il Dipartimento di Studi Europei Americani e Interculturali della Sapienza, Università di Roma e membro del Laboratorio Leopardi. Dopo il dottorato conseguito a Warwick (UK) ha svolto progetti di ricerca presso University College Cork (Irlanda) e KU Leuven (Belgio). Si occupa di memoria dell’antico e letteratura italiana moderna e contemporanea. La sua monografia, L’antichità “crudele”: Etruschi e Italici nella letteratura italiana del Novecento, uscita nel 2020 per Carocci editore, è dedicata al “ritorno” degli etruschi e di alcuni popoli italici nella letteratura italiana moderna.

Chiara Zampieri è ricercatrice junior in letterature comparate presso la KU Leuven (Belgio). Le sue ricerche portano sulla ricezione dell’antichità etrusca nella letteratura europea del Novecento e sulle interazioni tra letteratura contemporanea e musei. (@EtruscanTimes)

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