ROMA, 14 NOVEMBRE – In occasione della Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali, istituita dall’Unesco e fissata per il 14 novembre a partire dal 2020, si e’ tornato a parlare di tutela e recupero del patrimonio culturale. Un convegno e una mostra presso l’Universita’ La Sapienza di Roma hanno puntato i riflettori sulla collaborazione tra istituzioni che ha permesso negli ultimi anni importanti recuperi.
“La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Etruria Meridionale è da sempre impegnata in prima linea con le forze dell’ordine, e in collaborazione con università ed enti di ricerca, nel contrasto al traffico illecito dei beni archeologici e nel sensibilizzare le comunità locali sull’importanza di tutelare e proteggere il proprio patrimonio culturale e, quindi, la propria memoria”, ha detto nell’occasione la Soprintendente Margherita Eichberg.
Il convegno, alla presenza della rettrice Antonella Polimeni, ha visto la partecipazione della preside della facoltà di Lettere e filosofia Arianna Punzi, del direttore del Dipartimento Giorgio Piras; del presidente del Polo museale della Sapienza Fabio Attorre, accanto alla direttrice del Museo e curatrice della mostra “Caere. Storia di dispersioni e di recuperi”, l’etruscologa Laura Michetti. E poi, a rappresentanza delle forze dell’ordine, il tenente colonnello Massimiliano Quagliarella del comando Tutela patrimonio culturale dei Carabinieri e il capitano di vascello Michele Castaldo della Guardia costiera, direttore marittimo del Lazio e comandante del porto di Civitavecchia, autorità che controlla l’importante area archeologica marina antistante il sito etrusco di Pyrgi.
Da un lato dunque la forte cooperazione tra le istituzioni e le forze dell’ordine in tali recuperi: il Ministero della Cultura, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio culturale, la Guardia di Finanza, cui si affiancano le Capitanerie e la Guardia costiera. Dall’altro la mostra allestita presso il Museo delle Antichità etrusche e italiche della Sapienza Università di Roma curata dalla Michetti, insieme a Claudia Carlucci del Polo museale Sapienza, Alessandro Conti del Dipartimento di Scienze dell’Antichità – Sapienza, università di Roma e Rossella Zaccagnini della Soprintendenza.
Tra i reperti presentati, spicca un grande cratere a calice con figure rosse, gemello del cosiddetto “Cratere di Sarpedonte”, o di Eufronio, uno dei massimi artisti greci della fine del VI secolo a.C. che ritrae la di lotta tra Eracle e Kynos, impreziosita dalla presenza dei nomi del ceramografo e dei protagonisti rappresentati. Il cratere è stato restituito dal Metropolitan Museum di New York ed affidato ora alla Sapienza dalla Soprintendenza. Il recupero è stato possibile grazie alle indagini della Procura di Roma e del Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio culturale che hanno accertato la provenienza da scavi clandestini avvenuti a Cerveteri negli anni ’70.
“Il cratere molto probabilmente fu trafugato dalla necropoli di Greppe S., da cui proverrebbe anche l’altro celeberrimo esemplare con la morte di Sarpedonte e dopo diversi passaggi di proprietà è stato concesso in prestito al museo newyorkese nel 1999″, spiega la Zaccagnini: “Solo grazie a una ricostruzione complessa e accurata, l’opera è potuta rientrare in Italia nel 2010, in base a un accordo di restituzione siglato tra le autorità italiane e quelle americane”.
Da citare anche il caso delle 4 lastre di terracotta dipinte da Cerveteri: eccezionale testimonianza di pittura antica, sequestrate poco prima della loro immissione sul mercato clandestino grazie all’intervento del comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza nell’agosto del 2019.
Tutte operazioni complesse indubbiamente, che però hanno permesso di restituire opere al loro contesto d’origine in un processo al contempo di conoscenza e valorizzazione, osserva la Soprintendenza. La mostra alla Sapienza evidenzia, pertanto, il racconto sulla “dispersione”, ma anche l’esperienza virtuosa del “recupero legale”, che ha consentito a opere di grandissima importanza di essere riconsegnate all’Italia. (@EtruscanTimes)