Le sculture di Diego Giacometti dialogano con le collezioni etrusche della Fondazione Luigi Rovati a Milano

MILANO, 15 MARZO – L’arte di Diego Giacometti dialogano con le collezioni etrusche della Fondazione Luigi Rovati a Milano. La mostra “Diego, l’altro Giacometti”, curata da Casimiro Di Crescenzo in collaborazione con PLVR Zurigo, presenta da oggi al 18 giugno oltre sessanta opere tra sculture, arredi, piccoli animali e maquettes. 

La mostra e’ la prima mostra in Italia interamente dedicata all’artista svizzero. Accoglie opere provenienti dagli eredi di Diego Giacometti, dalla Fondation Giacometti di Parigi, dall’Alberto Giacometti Stiftung (conservata presso la Kunsthaus di Zurigo), dal Musée Picasso-Paris di Parigi e da collezioni private.

L’altro Giacometti

Considerato da molti l’altro Giacometti, Diego (1902-1985) era fortemente legato ad Alberto (1901-1966). I due fratelli vissero in un rapporto simbiotico nei quaranta anni passati insieme a Parigi. Nonostante le assonanze formali tra le loro opere, Diego sviluppa uno stile artistico originale, caratterizzato dall’amore per la natura e gli animali. La sua è una produzione dallo stile immediatamente riconoscibile, che prende ispirazione dall’archeologia e dalla mitologia, combinate con elementi naturalistici e, anche, surreali. Gli oggetti prendono vita e acquistano una propria personalità. Le opere esaltano l’essenzialità della forma, le proporzioni perfette e il sottile gioco di equilibrio tra le diverse componenti.

L’opera di Diego è espressione dell’arte del XX secolo, in cui l’estetica e la funzionalità si fondono in modo armonioso. Le sculture in bronzo sono capolavori di elaborazione creativa e tecnica, in cui ogni dettaglio è curato con estrema precisione; i suoi mobili sono progettati per essere utilizzati come sedute o come tavolini, ma allo stesso tempo sono opere d’arte uniche e ricercate. Tra le opere più significative in mostra: Lionne del 1931, prima scultura di Diego; Testa di leone del 1934, possente lavoro in pietra, che per anni fu visibile all’ingresso della casa di famiglia a Maloja, prestito dall’Alberto Giacometti-Stiftung; Table basse “Carcasse” modèle à la chauve-souris del 1975 e Console “La promenade des amis” del 1976, tra le opere più rappresentative del lavoro artistico di Diego; Torchère, maquette demi-grandeur del 1983-84, un modello utilizzato per il Musée Picasso-Paris di Parigi. Nell’ingresso del piano nobile Lanterne à quatre lumières del 1983, creata per la filantropa e collezionista americana Rachel (Bunny) Lambert Mellon. Infine, per la prima volta vengono esposti i tre Oiseaux creati nel 1942 per il salotto dell’appartamento di Francis Gruber, lo Specchio del 1942, nato da una fantasia barocca, la Mano del 1942-1944, e l’Applique aux panthères, un tempo collocata nella casa dell’artista in rue du Moulin-Vert a Parigi.

Ogni mercoledì alle 11, una visita guidata accompagna il pubblico tra le opere di Diego Giacometti esposte nel Museo. Il costo è di 20 € e include il biglietto di ingresso. La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Casimiro Di Crescenzo. Nel proprio testo il curatore traccia un profilo biografico di Diego Giacometti in relazione al fratello Alberto, evidenziandone il personale percorso creativo tra scultura e design. Il volume è arricchito da testi storici di Roger Montandon, Eberhard W. Kornfeld, Henri Cartier-Bresson.

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