“Màchaira: la Strage di Troia”: hydria dal MANN in visita a Cerveteri dialoga con i vasi di Eufronio

CERVETERI, 30 AGOSTO – “Màchaira: la Strage di Troia”. Ha aperto i battenti presso il Museo Nazionale Archeologico Cerite il secondo capitolo della rassegna periodica “L’Ospite” che si propone di affiancare capolavori della ceramica antica agli straordinari vasi attici del ceramografo greco Eufronio. Perno dell’esposizione sono il cratere a calice e la kylix monumentale, due tra le opere più importanti e significative delle collezioni permanenti del museo recuperate grazie all’impegno del Ministero per i Beni Culturali e del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Questa volta “l’ospite” fino al 22 ottobre è un vaso attico degli inizi del V secolo a.C. ritrovato a Nola (NA), alla fine del ‘700, l’hydria Vivenzio (così denominata dal nome del primo possessore), conservato al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli: attribuita al Pittore di Kleophrades e decorata con scene che rimandano alla guerra di Troia, l’hydria si presta  bene a integrare e ampliare il racconto per immagini della saga omerica che campeggiano sui vasi di Eufronio.

Màchaira è la parola greca con cui si indica il “coltello sacrificale”: è questa l’arma utilizzata per sgozzare l’avversario che ritroviamo in alcune scene-chiave dei vasi esposti. Con questo titolo evocativo si vuole porre l’accento sulle scelte del ceramografo nel fissare, al pari di una istantanea, i momenti più drammatici del racconto epico.  (@EtruscanTimes)

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