Polemiche sul Museo di Vulci: tre direttrici al contrattacco

VULCI, 12 SETTEMBRE – Patrizia Petitti, Simona Carosi e Sara De Angelis – tutte e tre direttrici o ex-direttrici del Museo archeologico di Vulci – sono partite al contrattacco nel dibattito aperto il 22 agosto da Federico Giannini, fondatore e direttore di Finestre sull’arte, sullo stato e le prospettive del museo situato nel pittoresco Castello della Badia, anche in vista di un rilancio dell’offerta culturale in territorio vulcente.

Simona Carosi

Definendo Giannini “un giornalista non archeologo”, Petitti, Carosi e De Angelis, in un articolo pubblicato sulla stessa testata, hanno difeso il nuovo allestimento del museo del 2015-2016 (a cui loro stesse avevano lavorato) e sottolineto la profondità della ricerca e l’attenzione ai dettagli, oltre che l’importanza di presentare la storia in un modo che accessibile e comprensibile per tutti.

Federico Giannini
Federico Giannini

Nella sua replica, anch’essa pubblicata su Finestre sull’arte, il direttore Giannini ha invece difeso il ruolo del giornalista nel verificare situazioni, raccogliere dati e assumere una posizione basata su fatti concreti. E, sul museo di Vulci, ha rincarato la dose, criticando ancora l’uso di “scenari” evocativi nell’ultimo allestimento e incitando le tre archeologhe a occuparsi di problemi pratici, come i guasti all’ascensore del museo, invece che sulle polemiche.

Sullo sfondo del dibattito, c’è anche il calo di presenze nella struttura museale del Castello della Abbadia. Secondo i dati forniti dalla Petitti (Ex-funzionario MiC ed ex Direttrice del Museo di Vulci), dalla Carosi (Funzionario Soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale ed ex Direttrice del Museo di Vulci) e da Sara De Angelis (Funzionario del Polo Museale del Lazio e Direttrice del Museo di Vulci), i visitatori sarebbero stati circa 20000 all’anno poco prima della pandemia, rispetto ai 32.731 tra il 1996 e il 2002. Come dire: solo poche decine al giorno. (@etruscantimes)

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