Nasce a Labico il Centro Studi Francesco Ficoroni

LABICO, 15 APRILE – Nasce a Labico il Centro Studi Francesco Ficoroni che prende il nome dall’illustre erudito che, nel corso delle sue attività, ha portato alla luce uno dei reperti più preziosi del territorio prenestino, la “Cista Ficoroni”, un cofanetto portagioielli attualmente conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

In seguito all’attività di ricerca e valorizzazione della figura di Ficoroni, svolta con il supporto dell’associazione storico-culturale “Castello di Lugnano” Onlus, l’Amministrazione comunale ha costituito il Centro Studi per far conoscere l’opera di ricerca dello studioso.

Passo fondamentale verso una strutturazione puntuale delle tante attività avviate è stata la sottoscrizione, in data 23/12/2022, dell’accordo collaborativo tra comune e l’Associazione Castello di Lugnano e la nomina del Comitato Tecnico-Scientifico sotto la presidenza del critico letterario Arnaldo Colasanti, e che annovera tra i suoi componenti, il direttore del museo di Villa Giulia, Valentino Nizzo, la direttrice dei Musei Reali di Torino, Enrica Pagella, Gianfranco Adornato, archeologo della Scuola Superiore Normale di Pisa, Vincenzo Bellelli , Direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Cinzia Di Fazio, Direttrice dell’Archivio Storico Diocesano di Palestrina, Angelo Luttazzi, Direttore del Museo Archeologico Toleriense di Colleferro, lo storico Ronald T. Ridley dell’Università di Melbourne e la moglie, la scrittrice Therese Ridley.

Ficoroni è stato un antiquario, archeologo, collezionista ed erudito il cui nome resta legato soprattutto alla raccolta di cui faceva parte la famosa Cista Ficoroni da lui donata al Museo Kircheriano del Collegio Romano. È commovente l’accenno che Ficoroni stesso fa del dono della cista, e di una “patera” (che invece è uno specchio), in essa rinvenuta, ora pure al museo di Villa Giulia: “Debbo dire senza iattanza che il cavaliere Frederic inglese mi volle dare e mi pose sul tavolino una manciata di zecchini; ma invano, e affinché per sempre fossero conservate ne feci volentieri donativo alla celebre galleria Kirkeriana, dove l’intendente delle antiche memorie potrà ammirarli”.

 

 

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