Reperti etruschi al mercato delle pulci: 74enne accusata di ricettazione

La donna è accusata di ricettazione in seguito alla scoperta di due autentici reperti etruschi sulla sua bancarella

RIMINI, 23 MAGGIO – I mercatini delle pulci sono da sempre un luogo di sorprese e scoperte, ma per una 74enne di Rimini, l’incontro casuale con la storia etrusca si è trasformato in guai legali. Secondo quanto riferisce il Resto del Carlino, la donna è accusata di ricettazione in seguito alla scoperta di due autentici reperti etruschi sulla sua bancarella.

L’incidente risale al 2020, durante una visita al mercatino rionale di Pesaro. Tra la folla che affollava le bancarelle quel giorno, c’erano anche i carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale. I militari, notando alcuni pezzi di vasellame e statuette sul banco della donna, hanno deciso di intervenire.

Gli oggetti, sequestrati e successivamente esaminati dalla Soprintendenza di Ancona, si sono rivelati in gran parte falsi. Tuttavia, due pezzi sono stati identificati come autentici reperti etruschi, causando l’apertura di un procedimento per ricettazione nei confronti della 74enne. In tribunale, la donna ha sostenuto che gli oggetti erano finiti nelle sue mani per puro caso: trovati in una scatola di cianfrusaglie che le era stata regalata da un’amica. Non aveva mai sospettato che potessero essere dei reperti archeologici di così grande valore storico.

Questi pezzi di storia antica, risalenti all’epoca etrusca, meriterebbero un posto in un museo piuttosto che in un mercatino delle pulci. A prescindere dalle conseguenze legali per l’hobbista, il caso, come riportato dal Resto del Carlino, ha sollevato questioni importanti sulla tutela del patrimonio culturale e sulla necessità di una maggiore consapevolezza e rispetto per il nostro passato.

 

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