Due mostre intrecciano Etruschi e modernità al Mart di Rovereto e alla Rovani di Milano

ROMA, 8 OTTOBRE – Due mostre in due città: dal 7 dicembre al 16 marzo Rovereto, dal 2 aprile al 3 agosto a Milano: sono oltre 200 le opere esposte in un dialogo tra grandi capolavori dell’arte moderna e reperti archeologici etruschi cui si aggiungono decine di documenti, libri, fotografie, riviste.

Manifesto per la XIX Biennale di Venezia, 1934

I confronti in mostra non si limitano agli aspetti stilistici o alle somiglianze, al contrario sono basati su documenti e dichiarazioni degli artisti stessi che furono influenzati, parteciparono a ‘tour etruschi’, visitarono musei e zone archeologiche, scrissero, studiarono o si dedicarono alle cosiddette ‘etruscherie’. Se tra gli artisti del primo Novecento sono numerosi i rimandi al mondo classico, greco o romano, gli Etruschi ispirano coloro che prediligevano una posizione artistica ‘anti-classica’, alla ricerca di un linguaggio espressivo differente, originale.
Dal Mart di Rovereto alla Fondazione Luigi Rovati di Milano, insomma, una doppia esposizione celebra l’influenza dell’antica civiltà etrusca sull’arte moderna e contemporanea, da Picasso a Schifano.

Gio’ Ponti

La mostra al Mart – Etruschi del Novecento – si inserisce nel filone di progetti che confrontano e propongono dialoghi tra periodi storici differenti e conferma la mission stessa del museo che tutela, studia e valorizza un patrimonio di opere e materiali d’archivio che guarda con particolare attenzione alle vicende dell’arte italiana nel XX secolo.
L’esposizione alla Fondazione Luigi Rovati conferma l’identità e l’eclettismo della Fondazione che incrocia le epoche storiche e le categorie artistiche, partendo dal nucleo originario della collezione etrusca per arrivare ad opere commissionate ad artisti viventi.

Nel 1916, negli scavi dell’archeologo Giulio Quirino Giglioli al Santuario di Portonaccio, a Veio, fu ritrovata quasi integra una splendida scultura in terracotta dipinta: un Apollo che rappresentava in maniera vivida la raffinatezza raggiunta dalla cultura etrusca. Quella scoperta diede avvio a un periodo conosciuto come ‘rinascenza etrusca‘, durante il quale dovevano fiorire studi, convegni, dibattiti, dedicati all’antico, misterioso e affascinante popolo italico, le cui testimonianze iniziarono a ispirare intellettuali, artisti, designer, stilisti, orafi, che cercavano un linguaggio anti-classico, alternativo ai canoni greco-romani. Oggi, il Mart di Rovereto e la Fondazione Luigi Rovati di Milano presentano un grande progetto espositivo dedicato alla fortuna e all’influenza esercitata dalla cultura etrusca sui moderni e sui contemporanei.

Pablo Picasso

Curata da tre storiche dell’arte – Lucia Mannini, Accademia delle Belle Arti di Firenze, Presidente Museo Stibbert, Anna Mazzanti, Politecnico di Milano, Alessandra Tiddia, Mart di Rovereto – e da un etruscologo, Giulio Paolucci, Fondazione Luigi Rovati, direttore Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona, la mostra attesta che le due istituzioni trovano un punto di convergenza nel valorizzare il legame tra l’arte contemporanea e le civiltà antiche.

Se la cultura di fine Ottocento, erede della tradizione simbolista, si incuriosì di questo popolo che emergeva dalle tombe dell’Etruria, nel secondo Novecento due celebri esposizioni amplificheranno la portata del fenomeno anche all’estero, raggiungendo artisti del calibro di Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Andy Warhol o registi come Alfred Hitchcock. Si tratta della Mostra dell’arte e della civiltà etrusca, allestita da Luciano Baldessari a Palazzo Reale a Milano nel 1955, e di Civiltà degli Etruschi, organizzata nel 1985 nell’ambito del Progetto Etruschi, promosso dalla città di Firenze e dalla Regione Toscana.

Tra i protagonisti della mostra figurano artisti come Massimo Campigli, Marino Marini, Pablo Picasso e Mario Schifano, le cui opere si intrecciano con reperti archeologici provenienti da importanti musei italiani e internazionali, come la Galleria Nazionale di Roma, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, lo Stedelijk Museum di Amsterdam e il Musée Picasso di Parigi, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, l’Accademia Etrusca di Cortona.

Massimo Campigli

A Milano, invece, la Fondazione Luigi Rovati prosegue la sua ricerca di connessioni tra passato e presente, partendo dalla propria collezione di arte etrusca per esplorare come questa abbia influenzato artisti del Novecento e contemporanei. Qui la mostra si sviluppa in entrambi i piani espositivi: accanto alla collezione permanente, i capolavori esposti seguono il percorso tematico della prima tappa al Mart, con la scelta a Milano di proporre solo artisti italiani.

Nelle due mostre, l’arte visiva si intreccia con le arti applicate e grafiche, creando un dialogo tra pittura, oreficeria e scultura, e mettendo in luce il ritorno di forme, tecniche e materiali tipici dell’antichità etrusca, come la terracotta dipinta, i metalli, la pittura parietale e vascolare, e il bucchero, la caratteristica ceramica nera usata per realizzare vasi. I confronti tra il mondo antico e quello moderno vengono esaminati in modo approfondito grazie a riproduzioni fotografiche, pubblicazioni e una preziosa selezione di eccezionali reperti archeologici.

+ posts

Ultime Notizie

Vulci nel Mondo

Il più grande database online di reperti dall' Etruria

Notizie correlate