Vulci in vetrina per Giornate Europee Archeologia: lo scavo Vulci 2023

VULCI, 15 GIUGNO – Vulci in vetrina per le Giornate Europee dell’Archeologia: dal 16 al 18 giugno e nei giorni cruciali della campagna, uno dei punti salienti della visita a Vulci, è la possibilità di accedere alla campagna di scavo del progetto Vulci 3000 condotta dalla Duke University di Durham in North Carolina.

Vulci 3000La prestigiosa università americana, con il sostegno della Fondazione Luigi Rovati di Milano, ha iniziato in questi giorni il settimo anno di ricerche nell’area del cosiddetto Foro Occidentale di Vulci. Si tratta di una zona ricca di testimonianze storiche e architettoniche che offrono una prospettiva unica sulla vita dell’antica città etrusca.

Vulci 3000

Vulci 3000 ha portato alla luce nelle ultime campagne di scavo una rete di cunicoli scavati nel tufo che sembrano confluire tutti in una precisa area sotterranea. Il sistema idraulico doveva infatti prevedere il filtraggio dell’acqua che scorreva da sud a nord come tutte le altre canalizzazioni: un sistema di captazione e ridistribuzione che indica una centralizzazione pubblica nella gestione delle infrastrutture, proprio come avviene nelle città moderne. Dietro le quinte le scoperte a San Casciano dei Bagni in tema di santuari carichi di ex voto che stanno per essere esposte dal 23 giugno al Quirinale.

Vulci 3000E’ stato anche il primo esperimento di ibridazione tra archeologia e neuroscienze: in parallelo al lavoro di scavo sono infatti state sperimentate tecniche di Eye-Tracking e EEG (elettroencefalogrammi) su gruppi di archeologi e non-archeologi, con l’obiettivo di studiare percezione, interpretazione e apprendimento durante uno scavo archeologico.

Il progetto di Maurizio Forte, che ha vinto una serie di riconoscimenti tra cui National Geographic, Etruscan Foundation e Delmas Foundation, integra sin dalle origini (2014) tecnologie avanzate di telerilevamento (geofisica e droni multispettrali), realtà virtuale e documentazione di scavo “paperless” (cioè senza carta, interamente digitale). Lo scavo e’ accessibile quindi tramite visori VR a scopo sia didattico che di ricerca. Lo scavo estensivo sta mettendo in luce un ampio complesso monumentale di eta’ Romana nell’area del foro di Vulci che diventa citta’ romana dal 280 a.C..

Piu’ recentemente Vulci 3000 sta utilizzando l’intelligenza artificiale generativa per la ricostruzione del paesaggio etrusco e romano e del paleoambiente. I dati paleobotanici si trasformano in paesaggi con fiori, piante, alberi e coltivazioni accuratamente ricostruite dalle reti neurali secondo le analisi effettuato dal team di Anna Maria Mercuri dell’Universita’ di Modena e Reggio.

 

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