ROMA, 24 FEBBRAIO 2026 – Il turismo culturale si impone oggi come una delle leve più potenti e lungimiranti per lo sviluppo dei territori, capace di trasformare il patrimonio storico in una risorsa viva, in cui identità, conoscenza e crescita economica convergono in una visione strategica condivisa. È su questo orizzonte che Firenze accoglie al Palazzo dei Congressi una nuova edizione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, appuntamento che intreccia tutela, ricerca e divulgazione in un racconto corale del passato come chiave per interpretare il presente e progettare il futuro.
Nato nel 2015 grazie all’intuito di Piero Pruneti, direttore e fondatore di Archeologia Viva (edita da Giunti Editore), tourismA si è progressivamente affermato come il più autorevole evento italiano dedicato alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze, diventando un punto di riferimento per istituzioni, università, parchi archeologici, musei, enti di promozione e operatori del settore, chiamati a confrontarsi sulle nuove frontiere della conoscenza e della trasmissione del patrimonio culturale.

L’edizione 2026 è organizzata e promossa da Archeologia Viva con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, del CNR e di Rai Cultura. Un sistema articolato di collaborazioni che testimonia come l’archeologia sia oggi al centro di una strategia culturale integrata, capace di generare valore e consapevolezza.
Il programma, distribuito nell’arco di tre giornate (27 febbraio – 1 marzo), affronta temi cruciali: dalla tutela e valorizzazione del patrimonio alla digitalizzazione, dall’archeologia preventiva alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale applicata ai beni culturali. Ampio spazio è dedicato alle esperienze territoriali, come i progetti sulle “Vie degli Etruschi” e le reti museali della Maremma, così come ai grandi orizzonti del Mediterraneo, con focus sulla Sardegna nuragica e sui dialoghi tra civiltà.
Nel corso delle sue edizioni, tourismA ha ospitato alcuni tra i più autorevoli divulgatori e studiosi italiani, contribuendo a consolidare il proprio profilo culturale. Accanto ad Alberto Angela, in questa edizione presenza simbolo del dialogo tra ricerca e grande pubblico, sono intervenuti negli anni intellettuali come Luciano Canfora, Valerio Massimo Manfredi, Vito Mancuso e Pupi Avati, a testimonianza di un approccio interdisciplinare che rende tourismA un crocevia privilegiato tra sapere accademico, divulgazione e racconto culturale.

Tra i protagonisti di questa edizione spicca il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, diretto da Daniele Federico Maras, che partecipa attivamente ai lavori congressuali portando la propria esperienza scientifica e gestionale. Maras interviene in più occasioni, contribuendo alla riflessione sui nuovi modelli di museo, sui cantieri aperti e partecipati e sul dialogo tra culture del Mediterraneo, con particolare attenzione anche alla civiltà nuragica. Il museo fiorentino si presenta così come laboratorio vivo di ricerca, restauro e divulgazione, capace di tenere insieme memoria storica e progettualità contemporanea.
Ma il cuore emotivo di tourismA 2026 è senza dubbio l’anteprima assoluta che segna una pagina nuova nella storia degli studi etruschi: “I colori dell’alabastro. Il restauro dell’Urna del Bottarone sessant’anni dopo l’alluvione di Firenze”. Per la prima volta dopo il devastante evento del 1966, il capolavoro etrusco viene restituito al pubblico in una veste che supera perfino le condizioni precedenti alla tragedia. L’urna, realizzata tra il 425 e il 380 a.C. e appartenente alle collezioni del Museo dal 1887, torna a splendere grazie a un intervento conservativo sostenuto dall’Ufficio Federale Svizzero della Cultura.
L’urna del Bottarone, scolpita in alabastro bianco con venature grigie, raffigura una coppia di sposi etruschi in un abbraccio senza tempo. Oggi, dopo sessant’anni dall’alluvione, i restauri hanno riportato alla luce i colori originari, accesi e luminosi, rivelando dettagli cromatici rimasti nascosti per decenni. È un momento storico: per la prima volta saranno svelati al pubblico i colori autentici degli sposi etruschi di 2400 anni fa, restituendo alla scultura la sua dimensione narrativa ed emotiva. Non si tratta solo di un recupero materiale, ma di una rinascita simbolica che lega la memoria della catastrofe alla capacità contemporanea di cura e innovazione (vedi il nostro articolo).
L’esposizione, visitabile gratuitamente durante l’evento, rappresenta anche la celebrazione del laboratorio permanente di restauro del museo, nato nel solco dell’esperienza maturata proprio dopo l’alluvione. In questo senso, tourismA diventa il palcoscenico ideale per raccontare come la tutela possa trasformarsi in racconto condiviso, come la conservazione possa generare nuova conoscenza.
Firenze, città simbolo dei beni culturali come valore identitario e motore economico, si conferma luogo naturale per un evento che mette in dialogo archeologia, arte, ambiente e turismo sostenibile. Ne è ulteriore testimonianza il calendario culturale che prosegue nei giorni successivi con Firenze Archeofilm (11 – 15 marzo) rassegna internazionale dedicata al racconto del passato attraverso il linguaggio potente del cinema, creando una continuità ideale con i temi di divulgazione, ricerca e valorizzazione al centro di tourismA. (@EtruscanTimes)

