Chitoni, perizoma, sfere d’oro e boccoli siriani, la moda delle donne etrusche

ROMA, 2 SETTEMBRE – La rivista Artribune ha provato a ricostruire l’abbigliamento e la moda delle donne etrusche a partire al saggio illustrativo ‘Vestire all’Etrusca’ di Laura Bonfante che ha ricomposto un possibile guardaroba di una donna aristocratica etrusca, esplorandone l’evoluzione nel corso dei secoli.

Emma Sedini firma un interessante articolo su questi temi analizzando ogni singolo elemento dell’abbigliamento dell’epoca che si distingueva da quello delle donne greche e di quelle (successive) romane.

La civiltà etrusca – diffusa dalla Pianura Padana fino all’area campana nell’epoca Preromana – si caratterizzò per una propria moda particolarissima, distinta da quella degli altri popoli vicini. Se è vero che alcuni costumi furono importati dalla Grecia e dal Vicino Oriente, per altri abiti o accessori non c’è nulla di imitato: si tratta di vere esclusività etrusche. A suggerirlo sono le raffigurazioni scolpite o dipinte nei resti che sono giunti a noi oggi, letti e interpretati incrociando le fonti da parte di archeologi e studiosi.

Lo stile etrusco si caratterizzò senza dubbio per acconciature dalle lunghe trecce, portate libere lungo la schiena. Poi, per cinturoni a losanghe (nel VII Secolo), per mantelli di forma semicircolare, curiosi cappelli a cono, e scarpe a punta. Senza dimenticare il perizoma: un ‘classico’ per gli uomini, ma che si diffuse anche in certi casi per le donne.

I tessuti e i materiali in uso in Etruria
Tra i materiali più utilizzati per fabbricare abiti, troviamo la lana e il lino. La prima più calda ed economica, ideale d’inverno, il secondo raffinato e costosissimo, importato probabilmente in gran parte dall’Egitto, ma anche filato e prodotto in loco. Di lino, erano fatti ad esempio i chitoni delle donne etrusche più ricche. Questo materiale, però, non permetteva molta fantasia, né varietà di motivi. Diversamente, la lana era ottima per creare tessuti dai motivi a quadri o a scacchi: una moda che – a partire dal VII Secolo – divenne ‘universale’ in Etruria.
Un elemento chiave in qualsiasi tessuto destinato a diventare indumento erano i bordi. Per gli Etruschi – e i Romani ripresero questa usanza – avere gli abiti dai profili decorati e rifiniti era simbolo di prestigio e alta posizione sociale.

Perizomi, bikini e cinturoni ai tempi delle donne etrusche
Parlare di bikini in epoca etrusca sembrerebbe anacronistico. Eppure, di questo si tratta: se per gli uomini il perizoma fu per molti secoli l’indumento quotidiano – tanto per i lavoratori, quanto per gli atleti – ci sono statuette e pitture che raffigurano molte donne in qualcosa di molto simile al bikini. Un esempio sono le acrobate e le atlete, che spesso fermavano il loro perizoma con ampi cinturoni lavorati. Mentre i Greci avrebbero considerato un simile abbigliamento ‘scandaloso’, per gli Etruschi era del tutto normale, e anzi diffusissimo.

I Chitoni indossati dalle donne etrusche
Al centro del guardaroba etrusco c’era senza dubbio il chitone: la veste lunga, indossata da uomini e donne, la cui moda subì quattro fasi evolutive.
In origine, nel VII Secolo, un primo modello diffuso era il chitone dedalico: tubolare, lungo sino alle caviglie, di lana e con motivo decorativo in genere a quadri, impreziosito da una ricca cinturona in vita. Un’alternativa proveniente dal Vicino Oriente era il chitone lungo protoionico. Molto più ampio, pieghettato, e di materiale più leggero (lino o lana fine). Infine, c’era il chitone a tre quarti, fisso in vita da una cintura, e che scendeva fino al polpaccio.

Nella fase di sviluppo successiva, si diffuse il chitone ionico vero e proprio – evoluzione del protoionico – lungo, ampio, a pieghe e con cintura. Caratteristiche erano le maniche, le quali non erano cucite, bensì semplicemente formate fermando il tessuto con un punto sulle spalle. Nell’ultimo periodo, la moda volle invece il chitone ellenistico, stretto, senza maniche, con una cintura appena sotto il seno. Molto simile all’odierna idea di abiti stile impero.

I mantelli: una moda tipicamente etrusca
Tra le differenze maggiori in termini di guardaroba tra Greci ed Etruschi, ci sono i mantelli, presenti in varietà molto più ampia per quel che riguarda questi ultimi. I modelli femminili più antichi erano lunghi, dritti e stretti, fermati sulle spalle. Dal VI Secolo si diffuse la tebenna: il tipico mantello etrusco, di forma semicircolare, spesso adornato con nappe per sottolineare l’elevata classe sociale.

Le scarpe delle donne etrusche
Passando agli accessori, nel guardaroba delle donne etrusche non potevano mancare le scarpe. Inizialmente erano sandali: un particolarissimo modello, con la suola articolata in pezzi diversi, per facilitare la camminata. Come materiale, era in uso il legno, ‘armato’ di ferro, e poi legato ai piedi con lacci in pelle.
Con il VI Secolo, comparvero poi i caratteristici calcei repandi (nome latino con cui divennero poi noti). Si trattava di scarpette coi lacci, dalla punta all’insù… una moda tipicamente locale delle donne di alto rango, che si vede ricorrere in numerosissimi reperti.

Le acconciature e i cappelli delle donne etrusche
La moda più popolare era quella di portare una treccia lunga, pendente al centro della schiena. A poco a poco, si cominciò poi a vederla accompagnata sul davanti dai cosiddetti boccoli siriani. Si trattava, appunto, di riccioli, spesso fissati con spirali d’oro o di bronzo, analoghe alle numerose ritrovate nelle tombe femminili.
Dalla fine del VI Secolo, invece, divenne diffusissimo il tutulus: una sorta di chignon creato arrotolando in cima alla testa due sezioni di capelli, poi fermati da nastri. E sempre in questo periodo si cominciarono a vedere anche numerosi copricapi – prima un’esclusiva maschile – dalla forma arrotondata, oppure a punta.

I gioielli delle donne etrusche
Infine, i gioielli: il vero emblema e mezzo di ostentazione della ricchezza di chi li indossava. Molto diffuse erano le bullae: sfere di metalli preziosi, portate appese alle braccia o al collo. In alternativa, c’erano i diademi, tra cui spiccava il modello a fascia spessa, composta da due o tre file di perline, legate dietro il capo da un nastro. Gli orecchini invece – come il tipo a forma di bauletto, di cui abbiamo oggi molti esemplari ben conservati – erano a pendente e piuttosto massicci. Tutti elementi che, uniti al restante guardaroba descritto, confermano a pieno l’idea di raffinatezza e gusto per l’ostentazione che caratterizzò la civiltà etrusca durante tutti i secoli.

 

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