ARTIMINO, 31 DICEMBRE – Ancora pochi giorni per visitare al museo archeologico di Artimino Francesco Nicosia la mostra che celebra il 450° anniversario della morte di Cosimo I de’ Medici. L’iniziativa in programma fino al 12 gennaio è promossa dalla Regione Toscana con un bando al quale il Comune di Carmignano ha partecipato con il progetto elaborato insieme al Museo de’ Medici di Firenze, che ha la cura scientifica dell’esposizione, e che ricorda l’origine etrusca del territorio toscano.
La passione dei Medici per gli Etruschi
L’esposizione mette in luce un aspetto poco noto dei Medici, e di Cosimo I in particolare: la sua passione per gli Etruschi condivisa dai successori Cosimo II e Cosimo III. La mostra vuole approfondire il rapporto e l’interesse che ebbero Cosimo I e i suoi successori e nipoti Cosimo II e III per gli Etruschi. In questo il Museo Archeologico di Artimino si presta bene vista la collocazione in territorio mediceo ma ancor prima etrusco. Per l’occasione saranno esposti i simboli del potere granducale, non più esistenti, riprodotti dall’orafo fiorentino Paolo Penko: il collare del Toson d’oro, lo Scettro mediceo, eseguito in conformità con i ritratti di Cosimo Granduca conservati nelle Galleria degli Uffizi e a Palazzo Medici Riccardi, e la riproduzione della Corona granducale.
Nei 450 anni dalla morte di Cosimo
In mostra e’ anche un ritratto ad acquaforte di Cosimo I e l’opera De Etruria Regali di Thomas Dempster, due volumi monumentali, scritti nei primi decenni del Seicento e stampati tra il 1723 e il 1726, corredati di cento illustrazioni calcografiche raffiguranti i più significativi reperti etruschi conosciuti a quel tempo.
L’evento si inserisce nel cartellone delle celebrazioni sparse in tutta la Toscana per il 450esimo anniversario della morte di Cosimo I, l’ideatore della Toscana moderna e granduca per nomina pontificia nel 1569. L’ingresso alla mostra, in orario di apertura del museo (sabato, domenica e festivi orario 9.30 – 13.30 | 14.00 – 16.00), è gratuito. (@EtruscanTimes)


