FIRENZE, 22 NOVEMBRE – ”E’ un’opportunità speciale per conoscere un lato meno noto dei Medici’‘: Samuele Lastrucci direttore del Museo de’ Medici di Firenze presenta con queste parole la mostra, di cui è curatore, che si apre domani al Museo archeologico di Artimino, dal titolo ‘Cosimo I. Magnus dux Etruriae’.
L’evento si inserisce nel cartellone delle celebrazioni sparse in tutta la Toscana per il 450esimo anniversario della morte di Cosimo I, l’ideatore della Toscana moderna e granduca per nomina pontificia nel 1569. La mostra vuole approfondire il rapporto e l’interesse che ebbero Cosimo I e i suoi successori e nipoti Cosimo II e III per gli Etruschi. ”Che è stato un modo – precisa Lastrucci – per fondare l’identità di questa terra, e di fondarla su solide radici”.

Per l’assessora alla Cultura Maria Cristina Monni ”non potevano esserci posti migliori di Carmignano ed Artimino per esplorare il rapporto tra i Medici e gli Etruschi, luoghi dove sono ben visibili le tracce della loro presenza, della loro storia”.
In mostra ci saranno due volumi monumentali, risalenti al primo Settecento, stampati tra 1723 e il 1726, un trattato di etruscologia di più o meno un migliaio di pagine, insieme alla riproduzione realizzata da Paolo Pinko orafo dei gioielli (corona, scettro, toson d’oro) di Cosimo I, il ritratto del Granduca.
L’appuntamento è promosso dal Museo de’ Medici, dal Comune di Carmignano, dal museo archeologico Francesco Nicosia, con il contributo e il sostegno della Regione Toscana.
L’esposizione, visitabile ad ingresso gratuito, per tutto il periodo delle festività natalizie fino al 12 gennaio del prossimo anno si trova ‘nel suo luogo naturale’, a poche centinaia di metri dalla Villa dei cento camini. Tutto qui parla dei Medici e degli Etruschi, e del loro legame, tutto da scoprire.
Secondo la direttrice del Museo archeologico Maria Chiara Bettini, la mostra viene subito dopo la conclusione di ‘Avori principeschi’, dedicata agli straordinari reperti recentemente restaurati del tumulo di Montefortini.


