Addio a Annamaria Bietti Sestrieri, esperta di protostoria del Mediterraneo

ROMA, 4 LUGLIO – Addio a una luminare nel campo degli studi di protostoria. Anna Maria Bietti Sestieri, accademica dei Lincei, professoressa emerita dell’università del Salento, già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, è morta il 2 luglio a 80 anni. Oltre che a problemi teorici e metodologici, la sua attività di ricerca si era rivolta principalmente alla protostoria dell’Italia e del Mediterraneo, con numerosi lavori sull’Italia in generale, sul Lazio antico, sulla Sicilia e sulle regioni meridionali, sui rapporti fra Oriente e Occidente mediterranei.

“La sua mancanza si sentiva già da molto tempo, sin da quando la sua malattia l’ha costretta ad allontanarsi dal palcoscenico del dibattito scientifico”, l’ha ricordata il direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo, sul suo profilo Facebook: “Perdiamo con lei una delle protagoniste assolute dell’archeologia nell’ultimo cinquantennio, uno dei pochi studiosi che ha saputo fare da ponte con il mondo anglosassone con il rigore metodologico e filologico proprio della disciplina italiana. La sua apertura ai grandi temi dell’antropologia culturale l’ha resa per me un modello di straordinaria importanza anche quando le nostre posizioni divergevano”.

Nel 1996 la Prehistoric Society aveva conferito alla Bietti Sestrieri l’Europa Prize per i risultati raggiunti con la sua ricerca sul complesso dell’età del ferro di Osteria dell’Osa alle porte di Roma.

Bietti Sestrieri era laureata in Etruscologia con Massimo Pallottino) e specializzata in archeologia pre e protostorica all’università di Roma. Tra il 1970 e il 1972 aveva vinto due borse di studio Macnamara per ricerche sulla protostoria italiana. Dal 1974 era passata alla Soprintendenza di Roma. Tra il 1990 e il 1997, membro eletto del Comitato di settore per i Beni archeologici, nel Consiglio nazionale per i Beni culturali. Tra 1994 e il ‘96, responsabile del comitato per l’Età del Ferro nel comitato nazionale per l’organizzazione del XIII Convegno dell’Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche – UISPP, Forlì 1996. Tra il 1993 e il 1995, membro (con I. Hodder, K. Kristiansen, E. Neustupny, M. Rowlands, A. Schnapp, T. Taylor) del gruppo fondatore della European Association of Archaeologists e della redazione dell’Europaean Journal of Archaeology. Dal 2003 al 2009, presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Dal 1995 al 2003, soprintendente archeologo dell’Abruzzo. Tra il 2004 e il 2005, dirigente per il settore Musei e Parchi archeologici presso la direzione generale per i Beni archeologici del ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal 2006 titolare della cattedra di Protostoria europea nell’università del Salento.

La Confederazione Italiana Archeologi ha espresso profondo cordoglio: “Voce autorevole e mai scontata della Protostoria italiana, Bietti Sestieri aveva iniziato la sua carriera con l’etruscologia, concentrandosi poi sull’età del Ferro e il sito chiave di Osteria dell’Osa. Una perdita scientifica e umana enorme”. Per la pagina dell’insegnamento di Archeologia dell’Italia Preromana presso l’Universita’ di Pavia, l’ampiezza di interessi e la forza teorica dei suoi interventi fanno di Anna Maria Bietti Sestrieri una figura di riferimento: “Il suo ricordo si lega soprattutto a due imprese. La prima è lo scavo di Osteria dell’Osa, a pochi chilometri da Roma, un contesto di enorme interesse per la comprensione delle società dell’Italia centrale tra protostoria e storia pubblicato nell’edizione in tre volumi (Quasar, 1992) per complessive 912 pagine, in cui sono offerti sia i dati, raccolti e organizzati in maniera chiara, sia le interpretazioni, tenute distinte dai dati. “Una pubblicazione a dir poco esemplare. Il secondo aspetto è l’edizione inglese (Cambridge University Press, 1992), che è un prezioso volumetto in cui sono sintetizzati i dati raccolti nell’Editio maior e viene presentata una approfondita analisi di tipo sociale sulla comunità locale. Aver intuito già nel 1992 l’importanza di offrire il proprio contributo anche in lingua inglese è indizio di una apertura ed attenzione non comuni”.

L’altra impresa, non di minore importanza, è la realizzazione di un manuale sull’Italia delle età del Bronzo e del Ferro (Carocci, prima edizione 2010; nuova edizione 2018). “Un testo che i nostri studenti di Pavia conoscono bene (e non solo loro, ovviamente)”, prosegue la pagina Fb: “Scrivere un manuale universitario è già qualcosa di molto complesso. Scriverlo avendo come oggetto una materia così complessa, articolata, difficile come l’archeologia dell’Italia prima della storia, è un’impresa. La Bietti Sestieri ci era riuscita unendo una incredibile conoscenza delle varie realtà archeologiche della penisola ad un impianto schematico molto rigoroso e allo stesso tempo lineare. Il risultato è un testo che non è certamente di semplice lettura, ma è una guida molto efficace e ricca di spunti”.

Nizzo, a sua volta, ha ricordato nel suo post su Facebook quando nel 2010, Bietti Sestrieri accetto’ con entusiasmo il suo invito al primo convegno di “Antropologia e archeologia a confronto” e fu una delle protagoniste degli incontri seguenti, sinceramente entusiasta di quel dialogo che lei stessa giovanissima aveva saputo magistralmente alimentare nella seconda fase di vita dei Dialoghi di Archeologia. “La nostra disciplina è, come tutte, fatta di mode, più o meno effimere. Ma una cosa sono le mode e un’altra sono i modelli metodologici. Questi ultimi, come ha dimostrato Anna Maria Bietti Sestieri con la sua esperienza di studiosa, sono destinati a rimanere per sempre. Ora riposa con il suo compagno orgogliosamente portato nel cognome e troppo prematuramente scomparso (e in parte dimenticato), Amilcare Bietti”.

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