Addio a John Boardman, gigante dell’archeologia ma un anti-Etrusco

OXFORD, 26 MAGGIO – Un grave lutto nel mondo dell’archeologia. Il Classical Art Research Centre di Oxford ha annunciato la morte di Sir John Boardman, uno studioso che ha guidato molte generazioni di classicisti di Oxford ma che non ha contribuito a dare agli Etruschi la reputazione che si meritano.

Boardman ammirava la Grecia classica: “La differenza nelle reazioni dei due popoli è una misura della differenza nella loro qualità e originalità. I greci hanno scelto, adattato e assimilato fino a produrre una cultura materiale che era interamente greca, nonostante tutta l’ispirazione superficiale che l’oriente aveva fornito. Gli Etruschi hanno accettato tutto ciò che gli era stato offerto, senza discriminazioni. Hanno copiato…con poca comprensione delle forme e dei soggetti che fungevano da modelli. Facevano lavorare il loro oro in stravaganti pastiche di gioielli orientali, e davano ai greci il metallo che volevano in cambio di quello che spesso era poco più delle perline luminose con cui abbagliare i nativi”, aveva scritto Boardman nel 1964, citato da Vedia Izzet in “Greeks Make It; Etruscans Fecit: the Stigma of Plagiarism in the Reception of Etruscan Art,” Etruscan Studies: Vol. 10, Article 18.

Boardman

Dalla ricostruzione di Boardman sembrerebbe che di fronte al contatto orientale, i greci avessero prodotto qualcosa che era veramente loro, di alta qualità, originale e distinto; gli Etruschi invece di fronte alle stesse influenze, copiavano senza discriminazione o comprensione per produrre nient’altro che pastiche. Le ragioni di ciò risiederebbero in una netta assenza di stile artistico negli Etruschi: «… gli Etruschi non avevano una forte tradizione artistica esistente”, il che significava che quando sono venuti in contatto con l’arte “vera” ne rimanevano immediatamente colpiti e l’adottavano acriticamente “perché non avevano la capacità innata di trasformare ciò che vedevano in qualcosa di originale”. Per Boardman lo studio dell’arte etrusca era istrutivo solo per evidenziare l’importanza dell’arte greca, scrive Izzet.

Gli inizi e la formazione

Nato nel 1927, John Boardman aveva studiato alla Chigwell School nell’Essex e al Magdalene College di Cambridge durante e immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dopo il servizio militare, ha condotto ricerche in Grecia e ha servito come Assistant Director della British School at Athens dal 1952 al 1955, anno in cui fu nominato Assistant Keeper presso l’Ashmolean Museum. Nel 1959, è diventato Reader in Classical Archaeology a Oxford e nel 1978 è stato nominato Lincoln Professor of Classical Archaeology and Art, succedendo a Martin Robertson.

Famoso per gli studi sulla ceramica attica

Boardman aveva iniziato la sua carriera scavando a Chios e a Tocra in Libia, ma i suoi interessi principali erano di natura storico-artistica. La sua competenza spaziava dalla pittura su vasi alle gemme incise di tutti i periodi, alla scultura dell’Asia Centrale e ai bronzi antichi cinesi. La sua prospettiva globale è stata delineata nel suo libro “The World of Ancient Art” (2006). Tuttavia, è stata la sua esperienza nell’arte greca arcaica e classica, in particolare nella ceramica attica, che gli ha assicurato fama internazionale.

45 libri e oltre 300 articoli

John Boardman ha ricevuto il titolo di Sir/Cavaliere dell’Impero Britannico nel 1989. La sua sessantennale collaborazione con Thames and Hudson ha prodotto oltre una dozzina di libri, tra cui sette volumi sulla pittura su vasi e sulla scultura greca nella serie “World of Arts”, tradotti in diverse lingue. In totale, ha scritto circa 45 libri, e’ stato co-autore di altri 17, e ha prodotto oltre trecento articoli e capitoli di libri.

L’impegno sul Beazley Archive

John Boardman è stato un leader nella comunità internazionale nel campo dell’archeologia classica. Ha contribuito significativamente alla realizzazione del Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, un progetto di scala e complessità monumentale, e insieme a Robertson è stato strettamente coinvolto nella formazione del Beazley Archive come risorsa accademica dopo la morte di Sir John Beazley nel 1970. Dopo la pensione nel 1994, Boardman ha continuato a essere affiliato con il Beazley Archive, e poi con il Classical Art Research Centre, lavorando lì praticamente ogni giorno fino all’inizio della pandemia nel 2020 completando numerosi progetti sulle gemme incise, il suo interesse di ricerca più costante, molti in collaborazione con Claudia Wagner. (@EtruscanTimes)

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