Ancora pochi giorni per la mostra a Ferrara per il centenario della scoperta di Spina

FERRARA, 12 APRILE – Ancora pochi giorni per la grande mostra a Ferrara per il centenario della scoperta di Spina. Cento anni fa, nelle valli attorno a Comacchio, durante i lavori per le opere di bonifica degli ambienti lagunari del delta del Po, vennero inaspettatamente in luce le prime sepolture dell’antica città etrusca, per lungo tempo cercata invano da studiosi ed eruditi. Divenne così reale la vicenda, fino ad allora mitica, dell’importante porto sull’Adriatico. Mostre, manifestazioni e conferenze sono state organizzate in occasione dell’anniversario: tra queste quella al Museo Archeologico Nazionale che chiudera’ i battenti il 23 aprile con una tappa prevista poi a Roma presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

La mostra racconta al grande pubblico il ruolo di Spina quale nodo fondamentale nella rete di contatti e traffici che connettevano le principali città del Mediterraneo di età arcaica e classica, punto di incontro di merci, persone e stimoli culturali di diversa provenienza, in stretto dialogo con Atene e i principali centri della Grecia antica.

Ferrara cento anni dalla scoperta di SpinaIl percorso espositivo nel cinquecentesco palazzo di Ludovico il Moro, giocato sul richiamo all’attualità dei percorsi e dei transiti nel Mediterraneo, illustra l’eccezionalità del porto adriatico di una città in costante e ambivalente confronto con l’elemento acquatico mettendone in luce similarità e differenze con i grandi insediamenti etruschi del Tirreno e con la città gemellata di Cerveteri in primo luogo, per illustrarne la struttura sociale, la varietà culturale ed etnica, le espressioni delle élites aristocratiche, la vocazione portuale e l’importanza nelle dinamiche del commercio antico.

L’allestimento si e’ affidato in modo consistente al linguaggio delle tecnologie di ricostruzione dei paesaggi e dei contesti antichi per dare vita a una narrazione di forte suggestione. Al di là dello splendore dei reperti esposti – con importanti prestiti dai principali musei archeologici italiani e dal Metropolitan Museum of Art di New York, alla cui presenza ha contribuito anche la Regione Emilia-Romagna, l’intenzione e’ di suggerire ai visitatori il significato del grande porto di Spina per gli Etruschi del V secolo a.C. e per i cittadini “mediterranei” del 2022.

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