Il corso del Paglia, un patrimonio culturale da scoprire

SIENA, 6 MARZO – L’università per stranieri di Siena (Unistrasi) inaugura la stagione primaverile con l’importante convegno “Lungo il corso del Paglia: mobilità e mediazione del patrimonio culturale “. L’iniziativa si terrà nei giorni 21 e 22 marzo, presso l’aula Virginia Woolf della stessa università.

Il fiume Paglia nasce dalle pendici orientali del monte Amiata e, dopo 86 chilometri di percorso, si getta nel Tevere nei pressi di Orvieto. È fra i protagonisti di un territorio di transizione, al confine fra Lazio, Toscana ed Umbria, dove le dolci colline senesi vengono interrotte dagli aspri rilievi del tipico paesaggio alto laziale di origine vulcanica. E’ terra di antichi insediamenti e di grandi scoperte archeologiche.

L’incontro a Siena sarà introdotto da personalità come Tomaso Montanari, rettore dell’Unistrasi, Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto nazionale di studi etruschi e Margherita Eichberg, sopraintendente per la provincia di Roma, Viterbo e l’Etruria meridionale.

Jacopo Tabolli

La prima sessione della mattinata avrà tra gli esperti Lucia Botarelli, ricercatrice indipendente che attualmente conduce ricerche sui paesaggi dell’Etruria romana, e Maria Letizia Arancio, SABAP per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, che discuteranno della polisemia del paesaggio tra il monte Amiata e la valle del Paglia, mentre Jacopo Tabolli dell’Unistrasi, oltre che protagonista dei ritrovamenti degli spettacolari bronzi etruschi e romani a San Casciano dei Bagni, esplorerà il passaggio della valle del Paglia da “territorio conteso a condiviso”. La seconda sessione sarà moderata da Agnese Fusaro, professoressa associata di archeologia e storia dell’arte musulmana in Unistrasi. Tra gli esperti: Claudio Bizzarri del Parco archeologico ambientale dell’Orvietano, e Gilda Giancipoli, della soprintendenza ABAP Umbria, che terrà un discorso su “Il rapporto tra la viabilità antica e gli attraversamenti del Paglia in territorio orvietano”.

Nella seconda giornata si avranno ospiti come Francesco di Gennaro, ex soprintendente al ministero della cultura, e Paolo Binaco direttore scientifico del museo territoriale del lago di Bolsena, che approfondiranno la “Bassa valle del Paglia prima della formazione di Velsena”. Successivamente, Simonetta Stopponi, presidente dell’associazione archeologica “Campo della fiera”, offrirà una prospettiva sull’intersezione di culture etrusche, romane e cristiane a Orvieto.

L’evento presenterà anche nuove scoperte archeologiche, come quelle discusse da Alain Chartrain del CNRS – Paris-Nanterie, che esplorerà la produzione e la diffusione di macine a Orvieto sin dall’età repubblicana; e Alfredo Buonopane dell’università di Verona, che terrà un discorso sui marchi delle macine di stile pompeiano. La seconda fase dell’incontro, moderata da Marco Valenti dell’università di Siena, sarà caratterizzata da interventi come quello di Francesco Pacelli della SABAP (Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio) Umbria, che parlerà delle complesse vicende del sito romano di Pagliano sulla confluenza Paglia-Tevere, e di Emanuela Borgia dell’università Sapienza di Roma, che si concentrerà sull’archeologia funeraria e la mobilità nella valle del Tevere medio. @etruscantimes

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