Incontro a Villa Vigoni sulla mobilità degli artigiani nell’antichità

LOVENO DI MENAGGIO (CO), 29 GIUGNO – La mobilità degli artigiani è un fenomeno che ha investito tutto il mondo antico: quali ne furono le ragioni e le caratteristiche? E quali forme di trasmissione e condivisione di conoscenze tecniche e stilistiche potevano realizzarsi nel corso di questi movimenti? A queste domande cerca di rispondere “Technities”, un progetto promosso da Villa Vigoni, il Centro italo-tedesco per l’eccellenza europea. E la prima di due conferenze sul tema “Mobilità degli artigiani, specializzazione e scambi culturali fra Italia ed Europa centrale (VIII-V sec. a.C)”, si è svolta il 27-28 giugno sulle rive del lago di Como.

Vincenzo Bellelli

Promosso da Vincenzo Bellelli, che dall’anno scorso dirige il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, da Arianna Esposito (Université de Bourgogne, ARTEHIS) e da Robinson Krâmer (Universität Rostock), il progetto si propone di approfondire la nostra conoscenza dei processi artigianali, in primo luogo quello dei vasai, determinando come la mobilità degli artigiani nell’antichità possa aver modificato le pratiche artigianali stesse in funzione anche dell’adesione ad abitudini di consumo locali e dell’adozione di nuovi modelli di comportamento.

Robinson Kramer

Come campo di osservazione è stata scelta un’area geografica estesa che comprende la penisola italiana e l’Europa centrale. Il periodo individuato, dall’VIII al V secolo a.C., può essere considerato come una fase precoce della “globalizzazione culturale” del Mediterraneo. Questo primo incontro si è concentrato sulla Sicilia e sull’Italia meridionale.

Il complesso di Villa Vigoni, inserito nel raffinato paesaggio del Lago di Como, si estende per circa 40 ettari presso Loveno di Menaggio. Comprende due grandi ville ottocentesche con i loro parchi storici, una darsena sul lago, un cottage nel bosco e numerosi edifici rurali e rustici. La proprietà fu lasciata in eredità nel febbraio 1983 alla Germania da don Ignazio Vigoni Medici di Marignano, ultimo discendente di una famiglia italo-tedesca, morto senza eredi diretti. Ora Villa Vigoni è sede dell’Associazione voluta dalla Repubblica Federale di Germania e dalla Italia allo scopo di sostenere le relazioni italo-tedesche nell’ambito della ricerca scientifica, dell’istruzione superiore e della cultura. Promuove il dialogo italo-tedesco in una prospettiva europea e internazionale e organizza eventi che coinvolgono anche molte altre nazioni.

La “globalizzazione culturale” nel Mediterraneo

Dopo la presentazione del progetto da parte degli organizzatori, all’incontro conclusosi ieri ha parlato Lou de Barbarin, dell’Ecole française de Rome, sul tema “Mobilités et interactions artisanales au haut archaïsme: à propos de peintres et potiers sicéliotes”, mentre in un altro “atelier”, affidato a Maria Rosaria Luberto (Università di Siena), si è parlato di “Produzione, circolazione, specializzazione e contatti tra Grecia, Italia meridionale e Sicilia”.

La relazione di Nadin Burkhardt, della Katholische Universität Eichstätt-Ingolstadt, era intitolata “Frühgriechisches Metall- und Töpferhandwerk im Westen: Zur Spezialisierung der Produktionsstätten im Kontext der frühen Kolonisation” (Artigianato metallurgico e ceramico greco antico in Occidente: la specializzazione dei luoghi di produzione nel contesto della prima colonizzazione). Federica Galetta di ARES s.r.l. Archeologia e restauro, ha affrontato il tema della ceramica italo-geometrica nell’hinterland campano, mentre le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Francesca Mermati del Parco archeologico dei Campi Flegrei.

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