La Procura di Manhattan torna a puntare i riflettori sulla collezione Shelby White

NEW YORK, 21 MAGGIO – La Procura di Manhattan torna a puntare i riflettori sulla raccolta di antichita’ di Shelby White, la ricca collezionista e filantropa newyorchese a cui di recente sono stati sequestrati reperti importati illegalmente negli Usa da paesi tra cui l’Italia.

Stavolta e’ stato messo sotto sigilli e’ un toro di alabastro di eta’ Sumera, riconsegnato all’Iraq assieme a un elefante mesopotamico di calcare. I due pezzi, entrambi saccheggiati dall’antica Uruk, hanno un valore complessivo di 275 mila dollari. Sono stati restituiti all’Iraq in una cerimonia alla presenza di Thomas Acocella della Homeland Security e Dhafer Abdulrazaq Jalil, in rappresentanza dell’ambasciata di Baghdad negli Stati Uniti. Shelby White, 85 anni, siede nel board del Metropolitan e molti oggetti della sua collezione, accumulata assieme al defunto marito Leon Levy, sono ancora esposti nella gallerie greco-romane del museo, al cui rinnovo la coppia ha contribuito con una donazione di 20 milioni di dollari a meta’ degli anni Novanta.

Entrambe le figure furono rubate all’Iraq durante la prima guerra del Golfo e contrabbandate a New York alla fine degli anni Novanta. L’elefante e’ stato trovato in un magazzini appartenuto al mercante d’arte Robin Symes, gia’ condannato per traffico illegale di opere d’arte, dove era stato nascosto da almeno il 1999. A coordinare l’inchiesta e’ stato Matthew Bogdanos, il responsabile dell’unita’ della procura che si occupa di traffico illegale di beni culturali.

“Ancora una volta abbiamo trovato antichita’ senza prezzo in possesso di trafficanti e saccheggiatori. Non permetteremo a New York di essere un ricettacolo di opere d’arte rubate”, ha detto il Procuratore di Manhattan Alvin Bragg.

shelby whiteLa collezione Levy-White e’ da tempo nel mirino degli investigatori: nel 2000 gli archeologi David Gill e Christopher Chippindale sostennero che il 93 per cento delle opere esposte nella mostra Glories of the Past: Ancient Art from the Shelby White and Leon Levy Collection non avevano provenienza accertata. Nel 2021 e nel 2022, su mandato della procura di Manhattan, oggetti confiscati in casa della White sono stati restituiti a Italia e Turchia con l’accusa di essere “beni rubati”. L’ultimo sequestro, prima dei due pezzi venuti dall’Iraq, e’ di qualche giorno fa: due rilievi cinesi del settimo secolo rimasti nelle collezioni del Met per trent’anni in prestito dalla collezione di White sono stati restituiti dalla Procura alla Cina.

In una rara intervista del 2007 al settimanale New Yorker, la White aveva manifestato perplessita’ per le critiche ricevute: “Dovete chiedere a qualcuno nel campo perche’ c’e’ questa ostilita’, io non ne ho verso gli archeologi. Per me fanno un lavoro incredibile. Possono ricreare una intera civilta’ da un piccolo frammento”. La collezionista si era detta incredula per essere al centro delle polemiche “Se vai da Sotheby’s o Christie’s e compri all’asta non fai nulla di male. Se compri da un gallerista su Madison Avenue non fai nulla di male. Comprare antichita’ e’ legale. Ma e’ difficile applicare gli standard di oggi a qualcosa che e’ successo trenta anni fa”. White aveva aggiunto che, quando lei e il marito cominciarono la loro raccolta, “era considerata una cosa speciale e ammirevole”. E a proposito delle critiche di Gill e Chippindale, aveva aggiunto che “anche il Museo Nazionale a Roma ha oggetti senza provenienza conosciuta”.

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