Lingua e scrittura degli Etruschi: agli Uffizi Adriano Maggiani ricorda Helmut Rix

Lingua e scrittura degli Etruschi: agli Uffizi Adriano Maggiani ricorda Helmut Rix

FIRENZE, 5 APRILE – Lingua e scrittura degli Etruschi: e’ questo il tema di una lezione che Adriano Maggiani, professore di Etruscologia e Antichita’ Italiche all’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, terra’ il 12 aprile all’Auditorium Vasari degli Uffizi in ricordo di Helmut Rix.

La conferenza, a ingresso libero fino all’esaurimento die posti, sara’ introdotta da Giuseppe Sassatelli, Presidente dell’Istituto Etruschi e Italici, e da Eike Schmidt, il Direttore delle Gallerie degli Uffizi.

Helmut Rix, linguista dell’Universita’ di Friburgo, ha dato un contributo eminente al progresso degli studi sulla lingua etrusca e sull’osco-umbro. Attivo fin dagli anni Cinquanta, ha pubblicato nel 1991 gli Etruskische Texte, una raccolta completa di tutte le iscrizioni etrusche conosciute, in larga misura non ancora comprese nel Corpus Inscriptionum Etruscarum, del quale costituisce una preziosa e maneggevole editio minor. Grazie alla sorvegliatissima organizzazione del materiale e agli esaurienti indici, l’opera è divenuta immediatamente strumento indispensabile per tutti gli studiosi di lingua ed epigrafia etrusche.

Autore di numerosissimi contributi sull’osco-umbro, Rix privilegiava sul versante etruscologico un approccio neogrammaticale, con un’attenzione particolare all’evoluzione e alla varietà della lingua, consentendo un deciso progresso per la comprensione dei testi. Una costante del suo metodo di lavoro è l’attenzione all’aspetto epigrafico dei documenti, che si riscontra non solo nella monografia del 1963 sul cognome etrusco (Das etruskische Cognomen), ma anche nei suoi molti interventi riguardanti tra l’altro il paleoitalico e i rapporti tra le scritture dell’area alpina e quelle runiche.

I lavori specialistici erano sempre informati da una cauta ma attenta consapevolezza storica, che si è manifestata soprattutto negli studi di sociolinguistica e onomastica, questa la motivazione del Premio Galilei che gli fu conferito nel 2001, tre anni prima della morte a 78 anni a Colmar in Francia in un incidente stradale. A questo link il discorso da lui tenuto al momento dell’accettazione del premio in cui rievoca il suo profondo amore per l’Italia oltre che per la materia al cui sviluppo ha dato un importante contributo.

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