Cerveteri: torna a casa fino a marzo l’Olpe di Bruxelles

CERVETERI, 17 DICEMBRE – Il legame tra l’arte etrusca e il mito greco e’ al cenyro della mostra “Miti eroici per buccheri di prestigio. L’Olpe di Bruxelles e le tombe principesche di Campo della Fiera” aperta al Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri dal 19 dicembre 2024 al 16 marzo 2025. Organizzata nell’ambito della quarta edizione della rassegna “L’Ospite”, l’esposizione mette al centro l’eccezionale Olpe di Bruxelles, un capolavoro dell’artigianato etrusco rientrato temporaneamente dai Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles e che verrà presentato accanto ad altri reperti simbolo della ricca cultura etrusca.

L’Olpe di Bruxelles: un capolavoro ritrovato

La brocca, realizzata in bucchero, si distingue per la sua decorazione mitologica ispirata ai racconti epici omerici. L’importante scoperta archeologica avvenuta nel 2013 nella necropoli della Banditaccia ha permesso di ricostruire il contesto originario dell’opera. Durante i lavori di pulizia svolti in località Campo della Fiera, sono stati rinvenuti i frammenti mancanti dell’olpe, permettendo il suo ricongiungimento con il vaso esposto a Bruxelles.

L’opera raffigura una scena rara e toccante: il compianto funebre di Teti e delle Nereidi sul corpo di Achille, con un’iscrizione in alfabeto ceretano che fornisce la chiave di lettura definitiva. Il ritorno di questo oggetto straordinario non solo celebra la ricerca archeologica svolta negli ultimi anni ma apre nuove riflessioni sull’introduzione precoce dei miti greci nella produzione artistica etrusca.

L’olpe gemella e il contesto funerario

La mostra rappresenta anche l’occasione per un incontro eccezionale: l’olpe di Bruxelles sarà esposta accanto alla cosiddetta Olpe di Medea, un vaso gemello ritrovato negli anni ’90 nel tumulo di San Paolo e custodito presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Questa seconda brocca, decorata con scene tratte dal mito di Medea e degli Argonauti, testimonia la diffusione del mito greco e la straordinaria abilità artigianale degli artisti etruschi.

A completare il quadro, i visitatori potranno ammirare il corredo funebre della Tomba 2448, una delle sepolture più antiche del tumulo di Campo della Fiera. Tra i reperti esposti si trovano frammenti in foglia d’oro, ambra decorativa e una collana in faience, insieme a ceramiche greco-orientali che raccontano l’importanza dei contatti economici e culturali tra Cerveteri e il Mediterraneo orientale durante l’età orientalizzante (720-580 a.C.).

Il rituale funerario e le statuette di ploranti

Un ulteriore punto di interesse è rappresentato dalle pratiche funerarie etrusche. Una sezione della mostra è dedicata alle suggestive statuette in bucchero raffiguranti piangenti, simbolo del compianto funebre. Particolarmente significativo è il gruppo di 21 statuette di ploranti, recentemente scoperto nella tomba 2525 della necropoli della Banditaccia. Queste immagini, inserite nelle tombe per evocare eternamente il lutto dei vivi, rappresentano una produzione unica e parallela rispetto alla tradizione consolidata dei buccheri decorati.

Un percorso di valorizzazione culturale

L’allestimento della mostra è curato con grande attenzione, con un percorso espositivo pensato per guidare il pubblico alla scoperta delle opere e del contesto storico in cui furono realizzate. La celebre vetrina stellare, progettata negli anni ’60 dall’architetto Franco Minissi, ospiterà l’olpe di Bruxelles, creando un dialogo diretto con il vaso gemello di Medea.

La mostra è frutto di una collaborazione tra enti e istituzioni: PACT (Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia), SABAP-VT-EM, i Musei Reali di Bruxelles, istituti di ricerca universitari e associazioni archeologiche come il Nucleo Archeologico Antica Caere (NAAC) e il Gruppo Archeologico Romano (GAR).

Un catalogo scientifico, realizzato con il contributo di diversi studiosi, accompagna l’esposizione, offrendo al pubblico uno strumento di approfondimento e un resoconto del prezioso lavoro di tutela e valorizzazione del patrimonio etrusco.

Il Museo Archeologico Nazionale Cerite, inaugurato nel 1967 e situato nel centro storico della città, ospita i ritrovamenti provenienti dalle necropoli e dalla città di Cerveteri. È situato all’interno del castello appartenuto alla famiglia Ruspoli, una rocca duecentesca eretta in muratura di tufo, lava e laterizi, caratterizzata da più torri, da un corpo rettangolare e tratti di mura etrusche risalenti al IV sec. a.C.: un vero e proprio poligono fortificato.

Le raccolte del museo documentano le varie fasi culturali di tutto il territorio cerite e custodiscono importanti capolavori del mondo antico: il cratere di Euphronios e la Kylix (coppa monumentale) anch’essa di Euphronios come ceramista e di Onesimos come ceramografo. (@EtruscanTimes)

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