Museo dei Bronzi di San Casciano: domani la firma del rogito del palazzo

ROMA, 18 GIUGNO – Il rogito del Palazzo dell’Arcipretura di San Casciano dei Bagni sara’ firmato domani, 19 giugno, presso la sede del Ministero della Cultura in via del Collegio Romano 27. L’edificio e’ stato acquistato dallo Stato italiano per destinarlo a sede del museo che ospiterà i bronzi etruschi e gli altri reperti provenienti dallo scavo del Bagno Grande e dalle ricognizioni archeologiche del territorio.

Interverranno, tra gli altri, il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, il card. Augusto Paolo Lojudice, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il Segretario generale del Ministero, Mario Turetta, il Direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Luigi La Rocca e il Direttore generale Musei, Massimo Osanna.

Come 50 anni fa per i bronzi di Riace, le statue di san Casciano saranno esposti dal 23 giugno al Palazzo del Quirinale prima di tornare a casa nella loro nuova sede, un edificio cinquecentesco messo in vendita dalla Curia per 650 mila euro con tre piani fuori terra oltre ad un grande seminterrato e un locale esterno, in tutto circa 500 metri quadrati.

Per l’allestimento il progetto scientifico messo a punto proprio da Jacopo Tabolli dell’Università per stranieri di Siena che guida la missione, con il direttore di scavo Emanuele Mariotti e Ada Salvi della soprintendenza, prevede – come anticipato all’ANSA gia’ lo scorso novembre – un percorso sui tre piani, partendo dal paesaggio e dalle storie di territorio per poi trovarsi al primo piano in un contesto immersivo, quasi appunto si entrasse nel tepore ribollente della grande vasca sacra con le offerte in bronzo, quelle vegetali, gli ex voto. Al piano ancora superiore lo sguardo si sposta dall’interno all’esterno, è il momento dell’emersione dall’acqua. Ed ecco che si presenta il mondo al di fuori del santuario, raccontato per esempio dalle monete. Ma anche dagli strumenti della medicina, dalla lingua delle iscrizioni, dalle offerte vegetali con i loro misteri in parte ancora da sciogliere.

 

 

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