VITERBO, 24 FEBBRAIO – L’associazione Salviamo Norchia ha scritto una lettera aperta al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano invitandolo a venire di persona a constatare lo stato di abbandono in cui versa l’area archeologica rupestre di quella che e’ stata definita la “Petra italiana”.
“Abbiamo chiesto al ministro di venire di persona a visitare i luoghi di cui si parla”, spiegano dall’associazione: “Abbiamo scritto in merito alle problematiche e speriamo ci risponda. Ancora non si è mosso nulla a Viterbo, e l’area archeologica ancora non è diventata zona protetta e di attenzione per la costituzione del Cammino degli Etruschi’.
Il sito si trova tra Viterbo e Vetralla e comprende le aree archeologiche di Norchia, Grotta Porcina e il Tempio di Demetra, ma che potrebbe estendersi fino a Castel d’Asso. E’ ancora in uno stato di incuria da parte delle istituzioni, nonostante la mole di turisti da tutto il mondo e l’attenzione delle università che stanno scavando nella regione.
La necropoli rupestre di Norchia, in provincia di Viterbo, costituisce una delle più importanti testimonianze archeologiche dell’Etruria meridionale. La città sorgeva sulla via Clodia a circa metà strada tra Blera e Tuscania, all’incrocio con un’antichissima via etrusca che da Tarquinia conduceva verso Orvieto. Il periodo di maggiore fioritura è da porsi tra la fine del IV e la metà del II sec. a.C., periodo nel quale la città apparteneva allo stato tarquiniese, di cui costitutiva dopo Tuscania il maggiore centro dell’interno. A partire dal IV sec. a.C. la città etrusca andò circondandosi, lungo le tre vallate adiacenti, del Pile, dell’Acqualta e del Biedano, di un’imponente cerchia di tombe a facciata rupestre. Le tombe sono disposte su più terrazze raggiungibili con sentieri sinuosi che risalgono dal fondovalle.
Scoperta nel 1811, negli anni settanta la necropoli è stata oggetto di scavi sistematici promossi dal Centro di Studio per l’Archeologia Etrusco-Italica del CNR e condotti da Elena Di Paolo Colonna e da Giovanni Colonna. Lo studio e’ affidato da alcuni anni a Laura Ambrosini, Dirigente di Ricerca dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.
L’Associazione Salviamo Norchia e nata l’anno scorso per puntare i riflettori sullo stato del sito archeoogico. “La situazione è disastrosa. Purtroppo il sito è abbandonato dal 1978 quando fu fatta l’ultima ricognizione dall’allora prof. Colonna de La Sapienza di Roma e da allora non è stato fatto più nulla. La vegetazione è cresciuta e le radici sono andate a incunearsi tra le pareti, tutti i monumenti sono in uno stato critico.”, aveva detto all’epoca il presidente Roberto Oriolesi. Nei giorni scorsi l’associazione ha deliberato l’organizzazione di un convegno sulla istituzione del Parco naturalistico-archeologico di Norchia, Castel D’Asso – Grotta Porcina- Tempio di Demetra e Foro Cassio: si terra’ il 9 maggio presso l’Auditorium della Fondazione Carovit a Viterbo. (@EtruscanTimes)

