Sarteano: per i 20 anni dalla scoperta della Tomba della Quadriga Infernale un convegno sulla pittura etrusca

SARTEANO, 8 OTTOBRE – A 20 anni di distanza dalla scoperta della Tomba della Quadriga Infernale, il Comune di Sarteano e il suo Museo Archeologico celebreranno questo particolare compleanno il 14 ottobre con un importante evento scientifico. Dato che sempre nel 2003 furono editi gli atti del Convegno sulla Pittura etrusca svoltosi a Sarteano e Chiusi, si è pensato di fare nuovamente il punto su questo importante argomento della storia dell’arte etrusca, proponendo ai maggiori esperti del settore di ritrovarsi a Sarteano per proporre una ‘seconda puntata’ sui nuovi studi sulla pittura etrusca.
L’iniziativa ha avuto sia il patrocinio dell’Istituto nazionale studi etruschi e italici sia della Fondazione Luigi Rovati di Milano che l’ha anche generosamente finanziata. Tra gli enti patrocinanti anche Regione Toscana e Fondazione Musei Senesi.
Una giornata con docenti universitari e direttori e tecnici del Ministero della Cultura, con gli ultimi studi su Tarquinia e le nuove lastre ceretane che negli ultimi dieci anni sono entrate a far parte del patrimonio culturale è oggetto di mostre a Roma. Tra gli interventi in programma presso il Teatro degli Arrischianti, vale menzionare quelli di Maurizio Harari dell’Universita’ di Pavia, Paolo Bruschetti della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria, Maria Cristina Tomasetti del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Chiara Arrighi, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Rieti Frosinone e Latina, Alessandro Naso, dell’Universita’ di Napoli Federico II, Daniele Maras del Ministero della Cultura e Giulio Paolucci della Fondazione Luigi Rovati.
SarteanoLa Tomba della Quadriga Infernale si trova nella necropoli delle Pianacce ed è una delle più significative testimonianze della pittura parietale etrusca del IV secolo a.C. Scavata nel travertino ad una profondità di cinque metri è munita di un dromos di venti metri di lunghezza. È decorata con colori vivaci ed accesi che risaltano sull’intonaco bianco. Le pitture si sono conservate solo sulla parete sinistra e sulla parte sinistra della parete di fondo. La scena più celebre è quella del demone (probabilmente Charun o forse una divinità femminile) che conduce su un carro una quadriga formata da due leoni e due grifi, rivolto verso l’esterno della tomba. La quadriga è preceduta da una figura alata frammentaria.

Il limite dell’Ade è simboleggiato da una porta dorica dipinta che incornicia una nicchia. Al di là di questa una consueta scena di banchetto con due personaggi maschili. Si tratta molto probabilmente di una coppia di amanti o di una coppia parentale (padre e figlio?). Accanto a loro un servitore con in mano un colino per filtrare il vino. Nella camera di fondo è dipinto un grande serpente a tre teste. L’ippocampo sul frontone di fondo ha dimensioni eccezionali. Sotto il frontone si trova l’imponente sarcofago di alabastro con il defunto semirecumbente. (@EtruscanTimes)

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