Una conferenza sull’insediamento sommerso di Gran Carro di Bolsena

GRONINGEN, 23 GIUGNO – L’insediamento sommerso protostorico di Gran Carro nel Lago di Bolsena sara’ al centro di una conferenza della dott.ssa Barbara Barbaro, funzionaria responsabile della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Etruria Meridionale specializzata in archeologia protostorica, nell’ambito dei seminari organizzati dall’Università di Groningen in Olanda.

L’ evento del 27 giugno, che si potra’ seguire anche online,  nasce dalla collaborazione scientifica instaurata tra la Soprintendenza, l’Università La Sapienza di Roma -studio di Protostoria Europea- Dott. Luca Alessandri e il Prof. Jan Sevink dell’Institute for Biodiversity and Ecosystem Dynamics dell’University of Amsterdam. L’obiettivo e’ lo studio sedimentologico e composizionale dei livelli naturali e antropici del sito, oggi sommerso, allo scopo di approfondire i processi formativi del deposito archeologico e la sua relazione con la antica paleoriva.

Spiega la Soprintendenza che si tratta di una collaborazione interdisciplinare necessaria per coprire quanti più aspetti nello studio di un complesso archeologico unico ed eccezionale per il suo stato di conservazione. L ’evento sarà seguito anche nell’ambito del workshop “Challenges in the Study and Conservation of Underwater Archaeological Materials” tra i seminari della Summer School dalla Aristotle University of Thessaloniki.

Gran Carro è un sito palafitticolo sommerso appartenente all’età del ferro di 1500 m² che continua a regalare scoperte. Individuato per la prima volta nel 1959, si trova sulla costa orientale del Lago di Bolsena a circa 100 metri dalla riva a circa 7,5 metri di profondità: un perfetto snodo di passaggio in età etrusca tra le città di Vulci e Orvieto. Lo stato di conservazione è eccezionale. Affiorano e sono ancora visibili più di 400 pali lignei su una superficie di circa 800 m², zona in cui si sono concentrate le operazioni archeologiche dalla prima scoperta ad oggi.

Il sito archeologico si caratterizza per la presenza del monumentale complesso ellittico dell’Aiola. Indagata solo parzialmente, non è ancora chiara la sua funzione. Si presenta come un grosso cumulo di pietrame informe, privo di elementi strutturali utili alla sua interpretazione. Recentemente è stato proposto che si tratti di una struttura (non l’unica presente nel lago – almeno altre quattro sono conosciute anche se di minori dimensioni) strettamente collegata alla presenza di sorgenti di acqua termale calda. La forma si presenta troncoconica a base ellittica, in pietrame informe senza leganti, e da cui fuoriescono effettivamente sorgenti di gas e acque minerali e termali a 30 e 40 gradi.

Secondo la Dott. Barbaro, l’abitato principale doveva collocarsi in collina. La particolarità del Gran Carro è la presenza di palafitte durante l’età del Ferro; questo, infatti, fa ipotizzare la presenza di una seconda zona abitativa sulla piana di cui le palafitte rappresenterebbero l’approdo di collegamento via lago con Bisenzio.

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