La Giunone dello Scasato entra nel progetto Digital Heritage Gateway Platform

ROMA, 1 APRILE 2026 – Dettagli incredibili, che lasciano a bocca aperta. Come le decorazioni in terracotta della Giunone dello Scasato conservata presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e proveniente da Falerii Veteres (Civita Castellana).

Giunone
Il busto della dea, datato intorno al 380 avanti Cristo, è fra le opere selezionate per il progetto Digital Heritage Gateway Platform (DHGP) a cura del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e della Direzione generale Musei.
Oggi sono partite le attività di scansione e acquisizione digitale che saranno impiegate per la costruzione di ambienti virtuali tridimensionali per mostre immersive e percorsi di fruizione accessibili anche a distanza. “Una grande opportunità per scoprire il nostro patrimonio con l’ausilio delle nuove tecnologie”, commenta il museo sulla sua pagina Facebook.
Guidata da Andrea Viliani, la DHGP – Digital Heritage Gateway Platform, è un progetto strategico destinato a sviluppare nuove forme di valorizzazione e accesso al patrimonio museale italiano attraverso le tecnologie digitali. La piattaforma nasce con l’obiettivo di creare una piattaforma digitale avanzata capace di connettere musei, collezioni e contenuti culturali in un ambiente virtuale condiviso. Il progetto si configura come una sorta di “metaverso museale”, uno spazio digitale nel quale sperimentare nuove modalità di conservazione, fruizione e narrazione del patrimonio culturale. Attraverso ambienti virtuali e strumenti innovativi, la piattaforma intende favorire modalità più partecipative di conoscenza del patrimonio, ampliando l’accessibilità e coinvolgendo pubblici sempre più diversificati.
Un aspetto centrale dell’iniziativa è il dialogo tra il patrimonio storico e archeologico e i linguaggi delle arti e delle culture contemporanee. In questo contesto, la piattaforma sarà anche uno spazio di sperimentazione interdisciplinare, capace di mettere in relazione ricerca, produzione artistica e pratiche di mediazione culturale. Le attività previste comprendono programmi di ricerca, iniziative dedicate al pubblico e la realizzazione di opere e installazioni concepite per valorizzare sia il patrimonio archeologico e storico-artistico sia quello contemporaneo custodito nei musei afferenti alla Direzione Generale Musei.
Presso gli Etruschi la regina degli dei era Uni, la sposa di Tinia. Fra le sue competenze rientrava la tutela delle donne e del matrimonio, in analogia con quanto accedeva per Giunone presso i Romani e per Era nel mondo greco. Le rappresentazioni giunte fino a noi sembrano influenzate dall’arte e dalla mitologia greca e mostrano una donna nella piena maturità, vestita con eleganti tuniche e mantelli ricamati, che porta i capelli raccolti in acconciature sobrie e raffinate e indossa preziosi gioielli.
Un buon esempio di questa iconografia è la Giunone dello Scasato, generalmente considerata una statua di culto, esposta nella sala 36 del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’aspetto di Uni non doveva apparire troppo diverso da quello delle signore dell’aristocrazia etrusca, per le quali la dea doveva essere un modello: come lei, infatti, erano spose di uomini potenti. Grazie al progetto Digital Heritage Gateway Platform emergono adesso particolari inediti della statua: loguardo magnetico, fermo e penetrante, il profilo regale. La linea decisa del naso. “La Giunone dello Scasato ha un volto che unisce tensione e bellezza. Un filo sottile fra materia tangibile e allo stesso tempo divina sacralità”, scrive su Ig il Museo di Villa Giulia. (@EtruscanTimes)
Redazione
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