ROMA, 1 LUGLIO – E’ stato avviato un importante progetto di collaborazione scientifica tra l’Università della Tuscia e la Soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale: si tratta di una Convenzione per la conservazione e il restauro di beni culturali a Ferento.
Lo scorso maggio un gruppo di studenti dell’Università degli Studi della Tuscia ha visitato l’area archeologica di Ferento accompagnato dalla professoressa Cristiana Beltrami e dalla funzionaria archeologa referente di zona dell’Ufficio, Beatrice Casocavallo.
Nello stesso giorno è avvenuta la consegna, da parte della Soprintendenza, all’Università della Tuscia di due frammenti scultorei in marmo rinvenuti a Ferento: quello di un volatile emerso nel corso degli scavi eseguiti nel 2023 nell’edificio L della Domus, all’interno dell’area di visita; e l’altro di un busto, scoperto
recentemente durante un sopralluogo presso uno dei due monumenti funerari posti sulla strada che immette al sito.
I materiali, depositati temporaneamente presso il Laboratorio di restauro dell’Università degli Studi della Tuscia, saranno oggetto di un intervento conservativo, da parte degli studenti del primo anno di corso per il conseguimento della laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, PFP1, sotto la direzione ed il coordinamento, in qualità di Docente Restauratore responsabile delle attività di Laboratorio, della prof. Cristiana Beltrami.


