A Aix-en-Provence un workshop sui “contenuti” di vasi etruschi e fenici

L'importante incontro ha segnato l'inizio ufficiale del Progetto di Ricerca Collaborativa ANR Geprico (2023-2027).

AIX-EN-PROVENCE, 23 MAGGIO – “Dal contenitore al contenuto”: un workshop sui vasi etruschi e fenici a Aix-en-Provence ha segnato l’inizio ufficiale del Progetto di Ricerca Collaborativa ANR Geprico (2023-2027). L’evento si è svolto presso la Salle Paul-Albert Février del MMSH, in rue du Château de l’Horloge.

A Aix-en-Province un workshop sui “contenuti” di vasi etruschi e fenici

Un gruppo di ricerca mediterraneo, costituito da francesi, italiani, spagnoli e greci, sta infatti lavorando sui contenuti di vasi rinvenuti in vari contesti di scavo. Questi vasi erano principalmente contenitori, portatori di liquidi o alimenti destinati ai defunti o agli dei, come latte, vino bianco e rosso, olio, formaggio e unguenti profumati.

Dominique Frère, Professore di archeologia

L’incontro di Aix-en-Provence è stato aperto da Dominique Frère, professore di archeologia e storia antica all’Université Bretagne Sud, che ha illustrato dettagliatamente il progetto Geprico, finalizzato a sviluppare nuove metodologie analitiche per l’identificazione di materiali e prodotti biologici archeologici. Il Progetto ANR Geprico si concentra su Fenici ed Etruschi, due civiltà che hanno lasciato una forte impronta culturale sull’intero Mediterraneo nord-occidentale. Sei siti in questa regione – Tarquinia, Caere, Aléria, Marsiglia, Lattes/La Monédière e Ampurias – sono stati selezionati per un approccio interdisciplinare innovativo. L’obiettivo è identificare le materie prime vegetali e animali utilizzate nei rituali etruschi, fenici e galli nel periodo tra il VI e il IV secolo a.C.

Museo di Villa Giulia

La ricerca intreccia diverse metodologie, tra cui un approccio funzionale all’analisi del materiale archeologico, analisi chimiche (GC-MS) e proteomiche, oltre che studi palinologici (pollini e altri elementi biologici microscopici). Il progetto mira a gettare luce, attraverso una prospettiva comparativa e dati complementari a quelli forniti normalmente dall’archeologia, sui gesti e il significato dei rituali e, in particolare, sul rito del banchetto.

Durante la prima delle due giornate del workshop, numerosi esperti hanno presentato il loro lavoro in contesti specifici. Federica Sacchetti ha esplorato l’area di Marsiglia e Aléria; Eric Gailledrat ha parlato di Lattes-La Cougourlude, La Monédière e Ampurias; mentre Giovanna Bagnasco, Vincent Jolivet e Laura Michetti hanno analizzato i contesti di Tarquinia, con il suo entroterra e il porto di Gravisca, e di Pyrgi (porto di Caere). E’ stata poi avviata una discussione approfondita sulle analisi ceramiche, seguita da un dibattito su questioni di tipologia cronologica, funzionale e armonizzazione grafica.

Nel pomeriggio di martedì 23 maggio, Nicolas Garnier e Maxime Rageot hanno parlato delle potenzialità e dei limiti delle analisi chimiche dei contenuti organici. La giornata si è conclusa con un laboratorio pratico sulla metodologia di campionamento e il protocollo di registrazione dei dati, che fornirà un ulteriore strumento prezioso per gli archeologi impegnati nel progetto Geprico.

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