CC di Livorno e Firenze recuperano 84 reperti etruschi e romani

LIVORNO, 29 APRILE – Il comandante del comando provinciale dei carabinieri di Livorno ed il comandante del Nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) di Firenze, hanno ritrovato, sequestrato e restituito 84 reperti archeologici etruschi e romani alla Soprintendenza di Pisa e Livorno.

Nel darne notizia l’Ansa scrive che le indagini hanno preso avvio dopo la scoperta di una considerevole quantità di reperti archeologici all’interno di un complesso residenziale situato nella provincia di Livorno. Nei successivi accertamenti è stata riconosciuta l’autenticità dei beni archeologici, che sono stati posti sotto sequestro poiché privi di documentazione sulla lecita provenienza.

In modo particolare, l’esame tecnico-scientifico ha inquadrato i reperti in un periodo cronologico che va dal VII sec. AC. al VII sec. DC. I manufatti sono stati catalogati in due categorie: ceramica apula, ionica ed attica; e ceramica etrusca di ambito ceretano, probabilmente appartenenti allo stesso corredo funebre. Questi beni sarebbero parte di una collezione ricevuta per eredità, verosimilmente acquistati illegalmente negli anni 70-80.

Ceri

Gli antichi manufatti si possono collocare all’interno di due grandi gruppi: ceramica apula, ionica ed attica, appartenenti ad un unico contesto funerario; ceramica etrusca di ambito ceretano probabilmente appartenenti allo stesso corredo funebre: ad esclusione di alcune anfore romane, di datazione diversa e quindi provenienti da differenti contesti.

Alla luce di quanto accertato nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno, in virtù della normativa vigente ne ha disposto la restituzione alla Soprintendenza.

L’attuale normativa attribuisce allo Stato la proprietà degli oggetti di interesse artistico, storico e archeologico rinvenuti sotto terra o in mare a partire dall’anno 1909, facendo riferimento alla Legge n. 364 di quell’anno. Dopo tale data il possesso di reperti archeologici è ritenuto lecito solo in presenza di documenti o altri titoli che ne attestino il regolare acquisto o lascito ereditario, oppure di consegna dei suddetti reperti da parte dello Stato quale quota parte del premio di rinvenimento.

La restituzione allo Stato di questa importante collezione archeologica costituisce un’ulteriore occasione di riflessione sulla particolare tutela che la legge italiana riserva al patrimonio archeologico.

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