Il nudo femminile atletico nell’arte etrusca: uno studio sui Memoirs of the American Academy in Rome

ROMA, 17 GENNAIO – Durante il IV secolo a.C., rappresentazioni del  corpo femminile nudo divennero più prominente nell’arte etrusca: accanto alle forme tradizionalmente femminili si sviluppò un somatotipo contrastante: il corpo femminile atletico e nudo, che imitava i corpi degli atleti maschi. Discute questo tema Bridget Sandhoff, professore associato di storia dell’arte sul campus di Omaha della University of Nebraska, in un articolo open source pubblicato sull’ultimo numero dei Memoirs of the American Academy in Rome.

Secondo Sandhoff, allieva di Richard De Puma e autrice di una tesi di dottorato dell’Universita’ dell’Iowa sull’iconografia androgina nell’arte etrusca, questo somatotipo decorava principalmente oggetti di bellezza in bronzo, come specchi, paterae e ciste, realizzate in centri importanti per la metallurgia dell’epoca come Vulci, Orvieto/Bolsena, Tarquinia, Perugia, Todi e Preneste. Basandosi su teorie antropologiche sul corpo e sulla teoria della cultura materiale, nel suo breve articolo la studiosa sostiene che il corpo femminile atletico e nudo trasmetteva messaggi alle donne aristocratiche sul valore dell’esercizio per la bellezza e la salute riproduttiva.

La comprensione etrusca di questa connessione proveniva dalla Grecia antica, specialmente da Sparta, dove le donne erano sottoposte a un rigoroso esercizio per produrre una prole robusta; i loro corpi atletici erano rappresentati in piccole statuette di bronzo. Scritti greci “medici” menzionavano anche il valore dell’esercizio per le donne per garantire una corretta procreazione.

Un atteggiamento simile potrebbe aver permeato l’Etruria, afferma Sandhoff. “Per gli etruschi, la coppia sposata – non solo gli uomini come con i Greci e i Romani – era la pietra d’angolo della societa”, e d’altra parte,  “mentre uomini e donne assieme erano essenziali per la costruzione delle famiglie e per stabilire continuita’, era la salute riproduttiva delle donne che assicurava la legacy familiare”. I ruoli delle donne all’interno dell’unità domestica etrusca erano cioe’ fondamentali per la sua sopravvivenza e venivano evidenziati nelle numerose immagini di madri, kourotrophoi (donne che si prendono cura dei bambini), scene di parto e rappresentazioni di coppie sposate, oltre che da numerosi ex voto di organi riproduttivi femminili.

Prima del IV secolo a.C le donne etrusche erano quasi sempre vestite e il nudo era raro. Il nuovo somatotipo, con il suo messaggio di salute riproduttiva, divenne un modo particolarmente significativo per l’elite etrusca di promuovere la continuazione delle tradizioni familiari e garantire l’immortalità in un momento in cui, a partire dal IV secolo a.C., invasori stranieri minacciavano la sopravvivenza dell’Etruria. (@EtruscanTimes)

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