RIPARBELLA, 2 FEBBRAIO – Inizialmente identificata come una ‘Veste Aurea’, il prezioso ritrovamento sulla collina di Belora si è rivelato qualcosa di ancora più affascinante: una corona d’oro etrusca, simbolo di potere e sacralità che per la prima volta sara’ esposta al pubblico in un nuovo museo che sta per aprire a Riparbella in provincia di Pisa.
Riemersa nel 1986 da una tomba etrusca, la corona evoca la storia di una comunità ricca e sofisticata. E’ composta da centinaia di foglioline d’oro finemente decorate, raffiguranti civette e altri simboli sacri. Dopo anni di studio e restauro, il mistero che la avvolge sta per essere presentato al pubblico l’8 marzo nel nuovo C’Era-Centro Espositivo Riparbella Antica, un museo che apre per accogliere una selezione di circa 50 reperti. La corona è datata all’epoca ellenistica. Non fu ritrovata in uno scavo (il sito archeologico è conosciuto fin dal 1700) ma in modo fortuito a Belora, centro etrusco insediato da Volterra a fianco del fiume Cecina e su un declivio che porta al mare.
Era “un panetto di terra con scagliette e lamine d’oro, provenienti forse da più corone – spiega Ilaria Benetti della Soprintendenza Archeologia di Pisa e Livorno – Gli archeologi attivi in zona ne intuirono subito la potenziale importanza. La corona aurea che il pubblico potrà ammirare è frutto dell’assemblaggio che si è svolto in queste settimane: le foglie di varia tipologia – in particolare alloro e olivo – sono state riposizionate sulla banda di lamina liscia, al centro è collocata una rosetta a tanti petali, nella parte più vicino alle tempie compaiono placchette lavorate a sbalzo con temi legati alla morte. Finora i materiali erano nella disponibilità del Comune ma non erano mai stati assemblati. Saranno esposte singolarmente anche alcune laminette in modo da renderle ben visibili in tutti i dettagli”.
Un nuovo museo per la cittadina del pisano
Il nuovo museo a Riparbella racconterà la storia antica del villaggio di Belora attraverso le numerose campagne di scavo a cui, in oltre due secoli, hanno partecipato archeologi importanti e famosi. “Reperti della necropoli, ritrovati nell’800 – spiega Ilaria Benetti – fanno parte della collezione Chiellini a Livorno e sono stati venduti in giro, tanto da essere dispersi in diversi grandi musei europei. L’unica campagna di scavo moderna risale al 1986, quando riemerse un centro abitato. Allo stesso tempo, in una tomba a nicchiotto scavata nella roccia, venne ritrovato uno dei corredi completi che saranno allestiti nel museo.
I materiali saranno esposti a rotazione: “In questa prima fase i visitatori potranno ammirare reperti provenienti dall’abitato di Belora alta e da Belora bassa, corredi, oggetti femminili e oggetti di vita quotidiana, lucerne, balsamari in vetro compreso un piccolo interessantissimo balsamario di cristallo di rocca di produzione alessandrina. La volontà – conclude Ilaria Benetti – è di creare un polo museale unito e in evoluzione continua”. (@EtruscanTimes)