Kylix del Met restituita all’Italia: per NYT è giallo sulla provenienza dei frammenti

NEW YORK, 19 APRILE – Una kylix a figure rosse sequestrata al Met dalla procura di Manhattan e’ al centro di un giallo: gli investigatori sospettano che la “miracolosa” ricostruzione del vaso arrivato al museo in frammenti non sia stata solo un colpo di genio di un curatore.

La storia della kylix, ricostruita dal New York Times, getta luce su decenni di traffico e su come in passato musei americani si siano resi complici di tombaroli e mercanti. I primi frammenti della kylix arrivarono al Met nel 1978 tramite un gallerista svizzero, Fritz Bürki. Una seconda tranche fu acquistata a Los Angeles un anno dopo. Nei 16 anni successivi, il museo ottenne, tra acquisti e doni, centinaia di altri cocci. L’ultimo arrivo’ nel 1994 e il vaso ricostruito fu esposto nelle gallerie come opera del ceramografo ateniese Macrone.

L’ufficio del District Attorney racconta un’altra storia: quella che ha portato al sequestro del vaso e alla sua restituzione in settembre all’Italia. La prova? Le Polaroid di alcuni frammenti trovati nel 1995 negli uffici ginevrini di Giacomo Medici, un antiquario condannato per traffico di antichita’. A togliere il sonno agli investigatori era pero’ come i frammenti di una stessa tazza fossero finiti nelle mani di commercianti e collezionisti diversi e perche’ questi, alla fine, avessero deciso di venderli o donarli al Met.

Tre di loro erano associati al traffico illecito. Il quarto era Dietrich von Bothmer, collezionista e per decenni curatore di arte greco-romana al Metropolitan. Dopo aver comprato i frammenti per il museo, von Bothmer ne trovo’ altri nella sua raccolta che completavano il vaso. Tra questi l’ultimo, donato al Met nel 1994.

A questo punto gli esperti si dividono: l’archeologo britannico David Gill pensa che la kylix sia stata scavata illegalmente poco prima della vendita e che i frammenti avevano facilitato il traffico perche’, come spesso accade, un’opera nelle condizioni originali avrebbe dato troppo nell’occhio. Altri portano questa tesi alla sua conclusione estrema: i tombaroli potrebbero aver rotto un vaso intatto distruggendo un pezzo di storia sopravvissuto per millenni.

Nel caso della kylix, von Bothmer, che nel 1972 aveva convinto il Met a comprare dal gallerista Robert Hecht il vaso di Eufronio poi restituito all’Italia, comincio’ a ricostruirla nel 1981: ci sono le foto. Altri frammenti arrivarono al Met dalla galleria Summa di Los Angeles nel 1989, e l’anno dopo ancora altri due, stavolta dalla raccolta personale del curatore, che, con criteri oggi criticati se non proibiti, era un avido collezionista dello stesso tipo di oggetti affidati a lui dal museo.

Von BothmerHecht era socio della Summa Gallery con l’uomo d’affari Bruce McNall, che, intervistato recentemente dal New York Times, ha detto che Hecht spesso faceva affari con Medici, il gallerista di Ginevra nel cui studio furono trovate le Polaroid dei frammenti della kylix. McNall ha confermato al giornale che a quell’epoca i galleristi “dosavano” la vendita dei frammenti per assicurare una escalation dei prezzi.

Gli ultimi frammenti erano stati acquistati nel 1988 da Frieda Tchacos, che nel 1990 aveva donato al museo una seconda tazza in onore di von Bothmar. La Tchacos e’ stata arrestata nel 2002 dalle autorita’ italiane a Cipro e condannata a 18 mesi con la condizionale per traffico di arte rubata. Sulla base della ricostruzione di un testimone, la procura di Manhattan pensa che la Tchacos avesse ottenuto i frammenti da Raffaele Monticelli, identificato dalle autorita’ italiane come un tombarolo e che e’ morto l’anno scorso. “Un esperto come von Bothmer non poteva non sapere che questi oggetti erano stati rubati”, ha detto Bogdanos al New York Times. Von Bothmer e’ morto nel 2009 e ha lasciato al museo 16 mila frammenti alcuni dei quali sono in mostra in una delle due gallerie del museo intitolate al suo nome.

Non e’ chiaro come i frammenti della kylix furono dispersi: sono chiari pero’ i rapporti dei tre mercanti di antichita’ con il traffico illegale e con von Bothmer. Bürki, specialista nella ricomposizione di vasi, aveva ricostruito il cratere di Eufronio per Hecht, che a sua volta era socio in affari della Summa Gallery da cui veniva la seconda partita di cocci. La terza partita era stata comprata nel 1988 dalla svizzera Frieda Tchacos, arrestata nel 2002 a Cipro per traffico e condannata in Italia a 18 mesi con la condizionale. La procura di Manhattan pensa che avesse ottenuto i suoi frammenti da Raffaele Monticelli, un tarantino accusato di essere un tombarolo morto l’anno scorso. “Un esperto come von Bothmer non poteva non sapere che questi oggetti erano stati rubati”, ha detto Matthew Bogdanos, il capo dell’ufficio della procura specializzata in traffico di opere d’arte al New York Times. Von Bothmer e’ a sua volta morto nel 2009 lasciando al museo 16 mila frammenti alcuni dei quali sono in mostra in una delle due gallerie del Met intitolate al suo nome. (@alebal)

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