ROMA, 6 MARZO – Tra i piu’ recenti volumi della collana Monumenti Etruschi dell’Erma di Bretscheider, uno e’ dedicato al lungo e approfondito lavoro di ricerca sul territorio di Strozzacapponi, frazione suddivisa tra i comuni di Corciano e Perugia, nota per la presenza di importanti giacimenti di travertino utilizzati fin dall’antichità. Sebbene il centro abitato sviluppatosi intorno alle cave non abbia lasciato tracce archeologiche, la zona conserva una necropoli di grande rilievo, utilizzata tra la fine del III e il I secolo a.C., al centro di questo studio edito a cura di Paolo Bruschetti, Luana Cenciaioli e Alberto Trombetta.
La Necropoli di Strozzacapponi – questo il titolo del volume con testi di Palmiero Bruscia, Maria Cappelletti, Paola Comodi, Margarita Gleba, Riccardo Massarelli, Giampiero Poli, Paola Sassi, Adamo Scaleggi, Simone Sisani, Ina Vanden Berghe – si apre con una “cronistoria” di Bruscia, sindaco di Corciano durante le prime fasi della ricerca, seguita da un approfondimento geologico a cura di Giampiero Poli, già Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia. Luana Cenciaioli, funzionario archeologico della Soprintendenza, ricostruisce il contesto storico e ambientale dell’epoca, delineando le fasi di utilizzo della necropoli e le tappe delle indagini archeologiche.
La ricerca e’ arricchita dal contributo di vari studiosi: Alberto Trombetta e Paolo Bruschetti analizzano rispettivamente l’insediamento cui la necropoli apparteneva e le vie di comunicazione dell’epoca, mentre lo studio dettagliato delle tombe e dei corredi rinvenuti nello scavo del 1996-1997 è curato da Paolo Bruschetti. Riccardo Massarelli si concentra sull’epigrafia, offrendo uno spaccato della società antica e delle sue dinamiche territoriali.
Un ulteriore approfondimento riguarda la parte della necropoli rinvenuta a Strozzacapponi-Perugia, studiata da Luana Cenciaioli e Maria Cappelletti con il supporto di specialisti in vari settori: Adamo Scaleggi per il restauro delle urne, Simone Sisani e Maria Cappelletti per la ricostruzione dei letti funebri, Paolo Boila per le indagini geologiche, Paola Comodi e Paola Sassi per l’archeometria dei pigmenti, e Margarita Gleba e Ina Vanden Berghe per lo studio dei tessuti conservati nelle urne cinerarie. Infine, Luana Cenciaioli conclude con un’analisi dello stile delle urne.
Le indagini lungo l’attuale via Pievaiola nel territorio di Strozzacapponi hanno preso avvio fino dagli anni Sessanta Novecento, dopo una serie di rinvenimenti casuali e scarsamente documentati avvenuti già durante l’Ottocento; ma è stato nella seconda metà degli anni novanta e poi nel primo decennio del nuovo millennio che si è manifestata una forte spinta alla conoscenza, valorizzazione e promozione di un grande patrimonio archeologico, concretizzata grazie e soprattutto al concorso di vari attori, pubblici e privati, che hanno messo in comune le proprie forze. (@EtruscanTimes)


