SIENA, 14 SETTEMBRE – Per la prima volta archeologi e medici termali si confronteranno. L’occasione e’ la scoperta a San Casciano dei Bagni dell’antico santuario dove sono stati rinvenuti i bronzi oggi esposti al Quirinale. Dopo gli altari, le monete e le statuette votive, sono stati rinvenuti anche strumenti medici, bronzi poliviscerali e statue di malati. Tutto ciò ha fatto pensare che, 2000 anni fa, il sacro in qualche modo si fosse unito alla medicina.
“Abbiamo presentato un progetto che ha vinto un finanziamento grazie al quale relatori italiani e internazionali presenteranno il 25, 26 e 27 settembre dati scientifici da scavo archeologico relativi alla medicina termale antica”, ha detto il direttore degli scavi Jacopo Tabolli in una intervista a La Nazione. Il dialogo tra archeologi, medici e professionisti attivi nella medicina termale, diventera’ cosi’ un evento aperto al pubblico in un’esperienza unica nel suo genere, mai sperimentata prima. “La funzione della nostra Università – continua il professore – è quella di valorizzare la strada della mediazione culturale. Noi raccontiamo quello che vediamo, in questo caso una narrazione che ci illustra l’importante funzione della medicina negli antichi santuari termali. Per questo, grazie anche all’interesse delle amministrazioni comunali di Siena, Chianciano e San Casciano, abbiamo ricominciato a scavare in alcuni siti archeologici della a provincia, ricca di acque termo-minerali. Ad esempio nel sito romano di Mezzomiglio, il cui territorio è stato acquisito dal comune di Chianciano Terme e attualmente oggetto di un progetto di ricerca”.
Una scuola di formazione archeologica – scrive La Nazione – che avrà la vocazione di internazionalizzare il territorio senese, con attività di ricerca capaci di attrarre esperti e studenti da tutto il mondo durante tutto l’anno. Del resto la Toscana e in particolare le province di Siena e Grosseto sono le aree con il maggior numero di terme attive. Tanti gli attori che collaboreranno al progetto; dalle amministrazioni comunali, alla Regione e ai Ministeri della Cultura e dell’Università oltre a Federterme e alle singole realtà termali. Si aspetta intanto l’inizio dei lavori del Museo che dovrebbero partire a breve nel palazzo del ‘500 all’interno del centro storico di San Casciano e dove sarà possibile ammirare tutti i reperti rinvenuti nelle campagne scavi del Bagno Grande. (@OnuItalia)


