Spina Etrusca, la mostra approda al Museo Nazionale di Villa Giulia

ROMA, 5 NOVEMBRE – La grande mostra su Spina Etrusca approda dal 10 novembre al 7 aprile al Museo Nazionale di Villa Giulia, terza e ultima tappa delle celebrazioni per il centenario della scoperta della più importante città etrusca dell’Adriatico, portata in luce a partire dal 1922 nei pressi di Comacchio.

Dopo le esposizioni al Museo Delta Antico e al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, a Villa Giulia oltre 700 opere, provenienti da istituti culturali italiani ed esteri, dialogheranno con gli oggetti delle collezioni permanenti e dei depositi del Museo, in un percorso espositivo multimediale e innovativo che consentira’ una full immersion nella citta’, nata intorno al 530 alla foce del Po e tramontata dopo appena tre secoli, ma che raggiunse in questo breve lasso di tempo una fama eccezionale al punto da essere considerata piu’ greca che etrusca entrando per sempre nel mito e nella storia.

La mostra e’ promossa dal Ministero della Cultura, la Direzione dei Musei Emilia Romagna, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Bologna, il Museo Archeologico nazionale di Ferrara, la Regione Emilia Romagna, i Comuni di Comacchio e di Ferrara,  l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, l’Università di Bologna, l’Università di Ferrara e quella di Zurigo.

Un secolo fa, nelle valli attorno a Comacchio, durante i lavori per le opere di bonifica degli ambienti lagunari del delta del Po, vennero inaspettatamente in luce le prime sepolture dell’antica città etrusca, per lungo tempo cercata invano da studiosi ed eruditi. Divenne così reale la vicenda, fino ad allora mitica, dell’importante porto sull’Adriatico.

La mostra racconta al grande pubblico il ruolo di Spina quale nodo fondamentale nella rete di contatti e traffici che connettevano le principali città del Mediterraneo di età arcaica e classica, punto di incontro di merci, persone e stimoli culturali di diversa provenienza, in stretto dialogo con Atene e i principali centri della Grecia antica. Fra i prestiti inediti, arriva per la prima volta in Italia il frammento di tripode vulcente proveniente dall’Acropoli di Atene con l’apoteosi di Eracle, esposto accanto alla celeberrima Hydria Ricci. Parimenti straordinario e inedito l’accostamento tra il monumentale cratere della tomba 579 di Valle Trebba e il coevo Altorilievo di Pyrgi con due tra le più significative raffigurazioni del mito dei Sette contro Tebe.

Il percorso espositivo illustra l’eccezionalità del porto adriatico di una città in costante e ambivalente confronto con l’elemento acquatico mettendone in luce similarità e differenze con i grandi insediamenti etruschi del Tirreno e con la città gemellata di Cerveteri in primo luogo, per illustrarne la struttura sociale, la varietà culturale ed etnica, le espressioni delle élites aristocratiche, la vocazione portuale e l’importanza nelle dinamiche del commercio antico. (@EtruscanTimes)

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