Villa Giulia partecipa a Art Bonus 2024 con riproduzione della phiale di Pyrgi

ROMA, 26 FEBBRAIO – C’e’ tempo ancora pochi giorni, fino al primo marzo, per partecipare votando al concorso Art Bonus 2024 al quale il Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma partecipa con un progetto inconsueto. La ricostruzione, ad opera di un vasaio e ceramista del nostro tempo di un eccezionale vaso rituale: la phiale di Pyrgi.

Il compito di ridare vita e completezza ai frammenti rinvenuti nel Santuario meridionale del porto di Caere (Cerveteri) e’ stato affidato a Roberto Paolini di Pithos Ancient Reproductions la cui bottega di vasaio “all’antica” si trova proprio nella citta’ della dodecapoli. Paolini, una cui copia ‘uno a uno’ del cratere di Euphronios e’ approdata alla fine dell’anno scorso al Metropolitan di New York, ha riprodotto fedelmente il vaso con particolare riguardo alla ricostruzione delle scene raffigurate per offrire una migliore leggibilità dell’opera a beneficio dei visitatori del museo, e in particolare il pubblico dei giovanissimi attraverso mirate attività didattiche.

La phiale era utilizzata durante le cerimonie religiose per il rituale della libagione, ossia dello spargimento di vino, olio o altre sostanze in onore delle divinità. Di dimensioni insolite (41 cm di diametro) rispetto a tutti gli esemplari noti di questo tipo di contenitore, si tratta di un autentico “pezzo d’autore” e si ritiene che fosse un dono “comunitario” offerto dagli abitanti di Caere alle divinità venerate nel santuario meridionale (Demetra, Kore, l’etrusca Cavatha, e il suo compagno infero Sur). A un certo punto della storia del Santuario Meridionale (poco dopo il 384 a.C., data del saccheggio del santuario da parte di Dionigi tiranno di Siracusa), il vaso fu frantumato e disperso, insieme a una massa sterminata di altri materiali, prevalentemente ceramici e databili nella prima metà del V e non oltre la metà del IV secolo a.C., in precedenza accumulati all’interno di vari depositi presenti nell’area sacra meridionale e che erano sia doni offerti dai frequentatori alle divinità che vi si veneravano, sia strumenti connessi con i culti e i rituali che vi si praticavano.

Phiale di PyrgiIl delicato stato conservativo e le precarie condizioni in cui si trova la phiale rendono difficile la comprensione dell’affascinante storia raccontata nel fregio decorativo esterno che richiama la leggenda omerica dell’uccisione dei Proci.

Phiale di PyrgiLa phiale e’ attribuita al Pittore di Brygos che l’avrebbe realizzata intorno al 470-460 a.C. La decorazione figurata che si dispiega nella parte alta del vaso, malgrado le vastissime lacune dovute alla volontaria distruzione in antico consente di riconoscere, sul lato interno, una scena di simposio, con coppie di convitati ed etere morbidamente adagiati sui letti conviviali e in vari atteggiamenti e sul lato esterno una rarissima rappresentazione della reggia di Itaca ove Odisseo, superata la prova con l’arco, ha appena compiuto la strage dei Proci. Si intuiscono infatti tavoli e vasi del banchetto rovesciati, gambe di personaggi in fuga, mani e braccia di vittime che pendono dai letti e addirittura la testa dell’indovino Leiodes, recisa da un secco colpo di spada e rotolata a terra nella polvere “mentre ancora parlava”, particolare omerico (Odissea, XXII, versi 310-329) che il Pittore di Brygos ha reso dipingendo, come in un fumetto, una serie di lettere che fuoriescono dalla bocca.

Il progetto e’ stato possibile grazie a sei mecenati che hanno contribuito i 1.715 Euro necessari. Tra questi hanno accettato di essere identificati l’Associazione Culturale Roma Sparita, Luciano Catozzi, Massimo Meli e Il Lucumone Onlus.

Il Concorso Art Bonus è organizzato dal Ministero della culturaALES Spa e Promo PA Fondazione – LuBeC allo scopo di promuovere una sempre più diffusa conoscenza della misura fiscale introdotta per incentivare le donazioni a favore della cultura attraverso un beneficio fiscale del 65%. E’ stato ideato nel 2016 con l’obiettivo di premiare l’impegno di quanti, beneficiari e mecenati, rendono possibile attraverso l’Art Bonus il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese.

Ogni anno sul portale governativo Art Bonus vengono selezionati i progetti che nell’ultimo anno hanno chiuso con successo una loro raccolta fondi Art Bonus, e questi progetti vengono inseriti nella pagina del sito dedicata al concorso dove avvengono le votazioni nella prima fase, cui segue una finale che si tiene solo sui canali social di Art Bonus.

Dal lancio del concorso e fino al termine delle votazioni circa 2 mesi dopo, chiunque può accedere alla piattaforma del concorso ed esprimere il proprio voto a favore di uno o più progetti in vetrina. Il numero complessivo dei progetti e dei voti è notevolmente cresciuto nelle diverse edizioni grazie al crescente attivismo delle istituzioni e dei cittadini stimolati anche da campagne stampa e social, in particolare in occasione della VI edizione – 2021, che ha riguardato un periodo temporale di chiusura delle raccolte più lungo delle altre a causa del Coronavirus. (@Onlus)

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