“Manneddu”, il pugile di Monte Pram’a, arriva al Met di New York

NEW YORK, 23 MAGGIO – “Manneddu”, uno dei celebri Giganti di Monte Pram’a, sta per sbarcare al Met di New York. La maestosa scultura sara’ esposto dal 25 maggio al 6 dicembre nelle gallerie greco-romane del museo. L’iniziativa e’ una di due che legano quest’estate Sardegna e Sicilia al Metropolitan Museum. Sono gia’ arrivati nel museo sulla Quinta Strada tre oggetti provenienti dagli scavi antichi di Selinunte in prestito a lungo termine dal museo archeologico Antonio Salinas di Palermo. In cambio il Met ha spedito per tre anni al Salinas quattro brocche cipriote dalla collezione Cesnola datate al 750-600 avanti Cristo.

Gli scambi sono un ulteriore segnale del disgelo tra Italia e Metropolitan dopo il braccio di ferro di una ventina di anni fa che porto’ al rimpatrio del vaso di Eufronio e degli argenti di Morgantina. Nel frattempo il Met ha avviato un radicale esame di coscienza sulla possibilita’ che all’interno delle sue collezioni possano esserci opere di dubbia provenienza e ha annunciato la creazione di una task force incaricata di passare in rassegna pezzi sospetti partendo da quelle arrivate al museo tra gli anni Sessanta e i Novanta attraverso galleristi che messi sotto inchiesta: tra questi il britannico Robin Symes, Giacomo Medici, Pasquale Camera, Gianfranco Becchina, solo per citarne alcuni.

Lo scambio con la Sicilia ricade negli accordi presi sul tesoro di Morgantina che il museo acquisto’ “in buona fede” tra 1981 e 1982 in Svizzera: al momento della restituzione era stato previsto che facessero ogni quattro anni la spola tra Aidone e New York, ma l’anno scorso fu deciso che sarebbero rimasti per sempre in patria per non sottoporli a pericolosi stress durante il viaggio transatlantico. In cambio era stata decisa l’iniziativa dei prestiti triennali: ed ecco dunque al Met i tre pezzi da Selinunte.

Manneddu Monte Pram'aOra pero’ il Met si prepara a stendere il tappeto rosso per “Manneddu”, come e’ soprannominata la gigantesca scultura di calcare prestata dalla Fondazione Mont’e Prama e parte di un complesso diventato ormai simbolo della Sardegna. Alta oltre due metri, la statua datata 900-750 avanti Cristo sara’ esposta per sei mesi, fino al 6 dicembre, nelle gallerie greco-romane, per la prima volta negli Usa e solo la seconda volta fuori d’Italia: “Aiutera’ il pubblico a scoprire la misteriosa cultura nuragica, il cui sito principale e’ tra il numero senza eguali di siti italiani dell’Unesco”, ha commentato l’ambasciatrice italiana a Washington, Mariangela Zappia. “I Giganti – ha detto il direttore del Met, Max Hollein, ringraziando la Fondazione Monte Pram’a, la Regione Sardegna, il Ministero della Cultura e il presidente della Regione Sardegna per aver facilitato il prestito – sono diventati gli ambasciatori globali di questa antica civilta’ sarda e siamo felici di averne uno a dare il benvenuto ai visitatori delle nostre gallerie greco-romane”.

Manneddu Monte Pram'a“Manneddu”, il cui prestito e’ stato facilitato da Barbara Faedda, direttrice esecutiva della Italian Academy della Columbia University, sara’ posizionato al centro della galleria 150: un punto cruciale delle gallerie greco-romane, dove prestiti di altissima importanza vengono collocati, vicino a una vetrina contenenti una selezione di oggetti di bronzo greci e italici dalle collezioni del museo scelti per rappresentare l’ideologia del guerriero in iconografie ricorrenti in molte culture del Mediterraneo. Gli oggetti includono un elmo di bronzo Villanoviano, due elmi cretesi del settimo secolo avanti Cristo, statuette etrusche e umbre di guerrieri datate alla fine del sesto al quarto secolo e una armatura etrusca di bronzo in miniatura.

La riscoperta dei Giganti di Mont’e Prama inizia il 28 marzo 1974, quando due contadini che aravano il loro campo a Cabras trovarono una grande testa, il primo di migliaia di frammenti raccolti dagli archeologi nei decenni successivi. Nel 2007 oltre 5.000 frammenti scultorei rinvenuti a Mont’e Prama sono stati trasferiti al Centro di Conservazione e Restauro di Li Punti nella città di Sassari. Nei successivi quattro anni sono state ricostruite 28 statue e 16 sculture rappresentanti modelli di nuraghi (le torri preistoriche in pietra della Sardegna). Sono stati poi esposti in Sardegna nei musei di Cagliari e Cabras.

Nuovi scavi dopo il 2014 hanno recuperato migliaia di ulteriori frammenti e nel 2015 e’ entrato in gioco il Centro di Conservazione Archeologica che per questo lavoro ha vinto un premio Europa Nostra. Nel 2021 il Ministero della Cultura della Repubblica Italiana, la Regione Autonoma della Sardegna e il Comune di Cabras hanno creato la Fondazione Mont’e Prama, a cui è affidata la cura e l’esposizione dei Giganti.

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