Pisa etrusca e romana: due nuovi volumi di Pisa University Press

PISA, 3 FEBBRAIO – Alla Gipsoteca di Arte Antica dell’Università di Pisa, in piazza San Paolo n. 20, venerdi’ 9 febbraio saranno presentati i due volumi “Pisa villanoviana. La necropoli di via Marche” a cura di Simone Millozzi, Emanuela Paribeni e Claudia Rizzitellli, e “Pisa romana. La necropoli di via Marche”, a cura di Fabio Fabiani e Claudia Rizzitelli.

Interverranno Maria Bonamici e Maria Letizia Gualandi (Dip. Civiltà e forme del Sapere, Unipi). Introduce il panel, in programma dalle 16 alle 18, Ilaria Benetti (Soprintendenza ABAP Pisa e Livorno, Mic).

Pisa VillanovianaIl volume su Pisa villanoviana presenta le tombe di una comunità della prima età del ferro (IX-VIII secolo a.C.) che adotta la cremazione, cinerari e rituali conformi a quelli delle necropoli villanoviane dell’Etruria propria e padana. Questa fase di formazione della città etrusca è preceduta da una frequentazione della fine dell’età del bronzo di cui restano poche tracce. Mentre una ricca documentazione materiale dei secoli tra VII e II a.C. testimonia l’insediamento che fiorisce sull’area cimiteriale abbandonata.

La frequentazione millenaria nell’area di via Marche, fuori le mura settentrionali di Pisa, si lega alla presenza dell’Auser, fiume che anticamente confluiva nell’Arno e elemento di attrazione degli insediamenti, ma anche causa di distruzioni e mutamenti di destinazione d’uso. Il secondo volume segue le vicende insediative di questo tratto del suburbio dall’età tardo-repubblicana fino all’età altomedievale (I secolo a.C. – VII secolo d.C.).

Il filo conduttore della narrazione è di nuovo appresentato dall’Auser, che in età romana lambiva la città. Sulle sponde del fiume sono state apprestate nel tempo opere spondali per l’attracco delle imbarcazioni e per l’immagazzinamento delle merci e, tra III e VII secolo d.C., è stata impiantata la più estesa necropoli urbana i cui corredi funerari permettono di arricchire la comprensione dei riti e dei costumi che caratterizzavano la società del tempo. (@EtruscanTimes)

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