San Casciano: iscrizione bilingue etrusco-latino da nuovo scavo

SAN CASCIANO DEI BAGNI, 19 NOVEMBRE – Una rara iscrizione bilingue in etrusco e latino e’ emersa dalla campagna di scavo 2023 del Santuario Ritrovato a San Casciano dei Bagni dove gli archeologi hanno lavorato quest’anno su un’estensione di circa 400 mq, raggiungendo una profondità dal piano di campagna in alcuni punti di oltre quattro metri.

“Anche la campagna di scavo 2023 ha riservato sorprese straordinarie, confermando come il sito del Bagno Grande sia, nel suo complesso, un contesto ricchissimo che va ben al di là dei singoli oggetti o dei singoli bronzi”, racconta su Facebook il direttore dello scavo Emanuele Mariotti: “Grazie al lavoro encomiabile di decine di archeologhe e archeologi, la ricerca si è arricchita di nuovi dati, suggestioni e interrogativi. Il cantiere, durante i 4 mesi di scavo, si è ulteriormente ingrandito, abbracciando le aree intorno all’edificio sacro con la grande vasca votiva”.
La topografia del luogo si è arricchita e chiarita, mostrando nuove strutture e bellissime murature che andranno a valorizzare sempre di più il sito, anche nell’ottica di un futuro parco archeologico-termale.

Dall’acqua di San Casciano un Apollo Sauroctono

Allo stesso tempo, l’acqua continua ad essere la vera protagonista di questo luogo: “L’acqua e la grande vasca votiva, dove, ancora sui bordi e dai bordi, esposte e poi celate dagli eventi della storia, spesso drammatici, nuove testimonianze e reperti come la statua marmorea di Apollo Sauroctono e il donario bilingue etrusco/latino, ci parlano di arte, divinità, cure, persone e soprattutto di incontro tra la cultura etrusca e il mondo romano”, ha detto Mariotti.
La statua di Apollo a caccia della lucertola e’ il ritrovamento piu’ spettacolare delle 14 settimane che hanno visto gli archeologi alle prese con il fango: alta quasi due metri, copia in marmo da un originale in bronzo del greco Prassitele, l’ultimo tesoro restituito dal fango e dall’acqua calda degli scavi di San Casciano fu spezzata al momento della chiusura del santuario agli inizi del V secolo d.C. ma e’ quasi integralmente ricomponibile. Quella e’ l’epoca in cui tutto il luogo di culto fu chiuso ritualmente, probabilmente per effetto della cristianizzazione del territorio. Mentre il deposito votivo fu protetto con la deposizione delle grandi colonne di travertino che ornavano il portico del tempio, la statua di Apollo fu spezzata, frammentata e i pezzi quasi sparpagliati e poi coperti dalle massicciate di abbandono del sito. In parallelo con quanto sappiamo e osserviamo ancora oggi – la “contestazione della statua” coincide con un momento di profonda trasformazione e di grandi interrogativi politici e sociali.

Iscrizione C’e’ poi l’iscrizione: “Se nel 2022 ne erano emerse sulle statue in bronzo che documentavano la devozione e le cure presso il santuario termale di genti provenienti dal mondo etrusco e da Roma, la campagna del 2023 ha portato alla luce un eccezionale  donario (cioe’ un altare) in travertino con l’iscrizione etrusco-latino. Sono una trentina in Etruria le iscrizioni bilingui, ma per la gran parte si tratta di iscrizioni funerarie e questa e’ stata affidata agli studi di Adriano Maggiani e Gian Luca Gregori. In questo caso il donario monumentale sembra avere un carattere pubblico e cita la fonte sacra e calda in etrusco e in latino. Si tratta di un documento straordinario che conferma la convivenza di genti diverse presso il santuario ancora agli inizi del I secolo d.C., con l’esigenza della divinità di essere da tutti compresa”, affermano gli archeologi.

LocandinaI risultati degli scavi saranno presentati alla comunita’ il 23 novembre alla Casina delle Rose di San Casciano: com Mariotti ci saranno Jacopo Tabolli dell’Universita’ per Stranieri di Siena e coordinatore scientifico del progetto, e Ada Salvi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto. Ci vorranno ancora 3 o 4 anni e un investimento di almeno 5-6 milioni di euro, ha anticipato all’ANSA il Direttore Generale Archeologia del Ministero della Cultura Luigi La Rocca parlando di un grande progetto che prendera’ corpo parallelmente al proseguimento delle ricerche: ma poi “sarà davvero un’esperienza unica quella offerta dal Parco archeologico che nascerà a San Casciano dei Bagni”. (@EtruscanTimes)

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