Tarquinia: nuovi scavi a Gravisca nel santuario di Afrodite e Hera

TARQUINIA, 16 OTTOBRE – Anche quest’anno si è conclusa con successo la campagna di scavo presso il sito archeologico di Gravisca, l’antico santuario di fondazione greca situato presso il porto della Tarquinia etrusca. Il sito è dedicato alle due dee, Afrodite ed Hera, ed è stato un importante santuario commerciale, dove i mercanti greci potevano fermarsi per vendere le proprie mercanzie, protetti dalla benevolenza delle divinità.
Gravisca Traquinia FbDelle indagini è concessionario il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’ Università degli Studi di Perugia, che ha affidato la direzione scientifica al Prof. Lucio Fiorini. Le nuove ricerche hanno contribuito ad arricchire le conoscenze sull’area sacra esplorata nelle ultime campagne di scavo.
La zona è caratterizzata dalla presenza di due complessi religiosi edificati tra il 530/520 a.C. nelle vicinanze del “mercato” greco, dedicati ad importanti divinità etrusche: Śuri, identificato dai mercanti greci come una manifestazione di Apollo con connotazioni infernali, e Cavatha, assimilata invece a Persefone/Kore.
Allo scavo hanno partecipato allievi del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) e del Dipartimento di Lettere della nostra università, oltre a studenti provenienti da altre università europee. È particolarmente degno di nota anche il coinvolgimento di alcuni ragazzi del Liceo Statale “Plinio il Giovane” di Città di Castello. All’interno del progetto Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), gli studenti hanno avuto l’opportunità di immergersi per una settimana nella vita dello scavo archeologico.
Gravisca TarquiniaOltre un centinaio di persone hanno inoltre partecipato alle visite allo scavo, organizzate in occasione delle Giornate europee del Patrimonio e della manifestazione “Tarquinia Sottosopra”, promossa dal Comune di Tarquinia, oltre a quella organizzata dall’Associazione “La Lestra”. Tra i visitatori anche il Dott. Vincenzo Bellelli, direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, accompagnato da Laurent Haumesser, curatore del Dipartimento di antichità greche, etrusche e romane del Museo del Louvre.
Lo scavo dell’Universita’ di Perugia e’ solo uno dei tanti che hanno interessato questa estate l’area di Tarquinia: e’ tornata ad essere attiva l’Università di Milano che, in collaborazione con l’Università di Oxford, ha proseguito l’indagine archeologica riguardante la porzione dell’antico abitato. Per l’area di scavo riguardante il pianoro della Civita è invece coinvolta l’Università Statale di Milano, qui attiva già dal 1982 tanto che il 2022 ha visto celebrati i quarant’anni di lavoro di ricerca. Sempre sulla Civita si concentra la campagna di indagini archeologiche dell’Università di Verona, con l’équipe del professor Attilio Mastrocinque, che ha ripreso gli scavi della domus romana rinvenuta alcuni anni fa. In località Farnesiana infine proseguiranno le indagini sul sito altomedievale di Leopoli Cencelle, già oggetto di scavi sin dal 1994. A proseguire qui le ricerche, inaugurate da Letizia Pani Ermini, sono oggi le professoresse Francesca Romana Stasolla e Giorgia Annoscia per l’Università di Roma La Sapienza, ateneo al quale si è affiancata anche l’Università francese di Amiens sotto la direzione della professoressa Sara Nardi. (@EtruscanTimes)

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