Carabinieri TPC: tornano in Italia oltre 250 reperti sequestrati negli Usa

NEW YORK, 9 AGOSTO – Oltre 250 reperti archeologici stimati decine di milioni di euro sono stati restituiti all’Italia nel corso di una cerimonia presso l’ufficio del District Attorney di Manhattan. L’eccezionale risultato è stato conseguito grazie alle indagini dei Carabinieri del Nucleo TPC in collaborazione con la magistratura newyorchese.

Tra i pezzi al centro della cerimonia presieduta dal District Attorney di Manhattan Alvin Bragg ci sono quelli confiscati nell’ambito della procedura fallimentare a carico del cittadino inglese Robin Symes, localizzati grazie alle indagini condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale: si tratta in tutto di 70 lotti (per un totale di 145 pezzi), a cui si sono aggiunti 65 manufatti della Menil Collection di Houston, restituiti spontaneamente al Ministero della Cultura dopo che i Carabinieri dell’Arte ne hanno accertato la provenienza da scavi clandestini in aree archeologiche del territorio italiano e l’esportazione illecita.

Carabinieri dell’Arte in prima linea

“Continuiamo a disfare il danno provocato da decenni di reti di trafficanti ben organizzati in tutta Italia”, ha detto il procuratore Bragg ricordando che “c’e’ ancora molto lavoro che ancora deve essere fatto”. Il Generale Vincenzo Molinese, comandante dei Carabinieri dell’Arte, ha a sua volta celebrato “un grande successo investigativo” ottenuto grazie alla collaborazione tra Italia e Stati Uniti”.

CarabinieriTutti i reperti, rientrati in Italia con spedizione diplomatica, appartengono a un arco temporale che va dall’età Villanoviana (IX/VIII sec a.C.), alla civiltà etrusca (VII/IV sec. a.C.), dalla Magna Grecia (V/III sec. a.C.) fino all’età romana imperiale (I-II sec d.C.) e il Tardo Antico. Completano il gruppo di reperti al centro della cerimonia 42 oggetti valutati quasi 3,5 milioni di dollari recuperati nell’ambito delle indagini penali della procura: erano arrivati negli Usa grazie all’azione clandestina di importanti trafficanti tra cui Giacomo Medici, Giovanni Franco Becchina e Edoardo Almagià. Alcuni erano stati venduti alla collezionista newyorchese Shelby White.

CarabinieriHanno partecipato alla cerimonia anche il Console Generale aggiunto a New York Cesare Bieller, il Vice Procuratore del DAO di Manhattan, Colonnello Matthew Bogdanos e Ivan Arvelo, l’agente della Homeland Security incaricato delle inchieste.

Medici, Almagiá e Becchina erano alla guida di imprese criminali altamente lucrative – spesso in competizione l’uno con l’altro – che, utilizzando tombaroli locali, razziavano siti archeologici in tutta Italia. Dopo il saccheggio, i trafficanti organizzavano la pulizia, il restauro e la fornitura di una falsa provenienza alle opere, prima di offrirle in vendita presso case d’asta e gallerie in tutto il mondo, spesso utilizzando l’inglese Symes come intermediario.

Le opere restituite oggi includono:

Un cratere apulo del Pittore dell’Oltretomba alto oltre mezzo metro, datato intorno al 335 a.C. e dipinto con scene del mito di Dirce. Rubato da una tomba nel sud Italia, appare frammentario e non restaurato in una Polaroid dall'”archivio” di Medici che lo fece uscire dall’Italia e  contrabbando’ ha contrabbandato fuori dall’Italia grazie all’aiuto di Symes che a sua volta lo piazzo’ alle aste di Sotheby’s a Londra. Il vaso e’ stato sequestrato da una collezione privata di New York nel luglio 2023.

Due dipinti su tegola etruschi, datati al 440 a.C., che decoravano una tomba di Cerveteri. Scavati illegalmente negli anni ’80 finirono nelle mani di Symes che nel 1992 li vendette alla White e al marito Leon Levy per 1,6 milioni di dollari. I collezionisti restituirono le tegole a Symes prima del 1999 dopo che diversi studiosi avevano sollevato dubbi sulla loro origine. I pezzi sono rimasti nel magazzino di Symes a New York fino al sequestro dello scorso marzo.

CarabinieriCinque monete e una fibbia d’oro che costituivano un tesoretto sepolto in Italia durante la fine del terzo o l’inizio del quarto secolo d.C. Saccheggiati e contrabbandati fuori dall’Italia poco prima di apparire sul mercato internazionale nel 1987 presso le Gallerie Ariadne a New York, furono acquistati da Shelby White e Leon Levy.

CarabinieriDurante il mandato del Procuratore Distrettuale Bragg, l’Unità per il Traffico di Antichità ha recuperato quasi 850 antichità rubate da 27 paesi e valutate oltre 170 milioni di dollari. Dalla sua creazione, l’Unità per il Traffico di Antichità ha recuperato oltre 4.500 antichità rubate da 30 paesi e valutate oltre 390 milioni di dollari. Sotto la guida del Procuratore Distrettuale Bragg, l’Unità per il Traffico di Antichità ha anche restituito più di 1000 antichità rubate da 19 paesi e valutate a circa 185 milioni di dollari. Dalla sua creazione, l’Unità per il Traffico di Antichità ha restituito più di 2500 antichità a 25 paesi, per un valore complessivo di oltre 250 milioni di dollari.

L’Assistente Procuratore Distrettuale Matthew Bogdanos, Capo dell’Unità per il Traffico di Antichità e Consigliere Senior di Prova, ha supervisionato le indagini del DOA, condotte dagli Assistenti Procuratori Distrettuali Yuval Simchi-Levi, Taylor Holland, Bradley Barbour e Christine DiDomenico; l’Analista Investigativo Supervisore Apsara Iyer, gli Analisti Investigativi Giuditta Giardini, Alyssa Thiel, Daniel Healey e Hilary Chassé; e gli Agenti Speciali Robert Mancene, Megan Buckley e Robert Fromkin delle Indagini sulla Sicurezza Interna. Il supporto investigativo è stato fornito dall’Ufficiale dei Carabinieri Italiani Angelo Ragusa. L’Ufficio del Procuratore Distrettuale ha reso atto a Shelby White e al Museo d’Arte dell’Università di Princeton per il loro aiuto e la loro collaborazione con l’indagine. (@EtruscanTimes)

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